CALTANISSETTA – Italia Nostra aveva rivolto, nei giorni scorsi, un appello urgente al Presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta e a tutti i gruppi dei partiti al Senato, chiedendo di eliminare dal Decreto del Fare due nuovi provvedimenti che, se approvati, avrebbero danneggiato gravemente e in modo irreversibile aree ancora integre del Paese e i centri storici delle nostre città. Per quanto riguarda gli interventi in edilizia, e specificatamente per i centri storici, è andata così. Torna la Scia, Segnalazione certificata di inizio attività, nel caso in cui le ristrutturazioni modifichino la sagoma (non il volume) degli edifici ma con una misura più stringente di tutela dei centri storici che restano esclusi. L’Aula del Senato, infatti, ha approvato con 190 sì, 69 no e un astenuto, l’emendamento dei relatori al “Dl del Fare” che riscrive parte dell’articolo 30, mentre non é stato posto in votazione l’emendamento approvato dalle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio che faceva ‘saltare’ la misura di semplificazione. La proposta dei relatori impone che i Comuni debbano individuare, entro il 30 giugno 2014, nell’ambito delle zone omogenee A (centri storici), le aree in cui non si può applicare la Scia per interventi di demolizione o ricostruzione che comportino modifiche della sagoma. Se i Comuni non si attiveranno, in mancanza di intervento sostitutivo della Regione, la deliberazione sarà adottata da un Commissario ad hoc che sarà nominato dal ministro dei Trasporti.
Nell’ambito del dibattito (nazionale e locale) in ordine agli interventi nei centri storici, ci sembra interessante far conoscere ai cittadini l’ineffabile parere espresso dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Caltanissetta, riguardo al cosiddetto “Progetto pilota Provvidenza per la realizzazione di edilizia agevolata ed urbanizzazioni complementari, in due isolati del quartiere Provvidenza – Progetto definitivo”. Dunque: “L’arch. Gueli e l’arch. Mameli, in rappresentanza della Soprintendenza esprimono parere favorevole, sul progetto definitivo, come da nota di convocazione della Conferenza dei servizi del 17 aprile 2013 n. 1523, raccomandando che in fase esecutiva vengano osservate le seguenti prescrizioni: 1) che venga garantito il mantenimento delle leggibilità del tessuto urbanistico caratterizzante il quartiere anche con elementi che integrino la memoria delle preesistenze; 2) che venga valutata la possibilità di mantenimento degli elementi murari delle facciate che costituiscono testimonianze delle tecniche e singolarità costruttive caratterizzanti il periodo storico di realizzazione; 3) che nella nuova edificazione siano utilizzati materiali e tecniche costruttive che evochino le caratteristiche prevalenti in uso nel “netto storico” del quartiere, evitando la declamazione della tecnica costruttiva intelaiata in c.c.a. (cemento armato); 4) che nella realizzazione dei balconi ed aperture esterne vengano riproposte le stesse tipologie in uso nel quartiere; 5) che il materiale di rivestimento della copertura sia realizzato in coppi di manifattura artigianale, integrando, ove ritenuto, i sistemi di utilizzo delle energie rinnovabili nell’architettura della copertura, garantendo una superficie non superiore al 40% delle falde e che i pannelli si distanzino almeno 50 cm. dal colmo e dalla linea di gronda e che detti elementi, evitando l’integrazione di grandi superfici continue, siano riconducibili alla geometria dei lucernai; 6) che i dispositivi di captazione di onde radio e tv e di produzione di aria trattata per climatizzazione estiva ed invernale, vengano centralizzati e/o occultati quanto più possibile alla vista da spazi pubblici; 7) che la tipologia e disegno degli infissi esterni sia riconducibile, nel disegno e nei colori, alle tecniche tradizionali; 8) che la messa in opera dei materiali aventi rilevanza nell’aspetto esterno dell’intervento sia preventivamente concordata con i Funzionari della Soprintendenza”.
Leandro Janni
Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

