CALTANISSETTA – Si stanno innescando numerose polemiche intorno al bando indetto dal Comune di Caltanissetta, con scadenza il dodici di questo mese, che prevede la selezione pubblica di quarantaquattro posti messi a concorso per altrettanti contratti a tempo indeterminato, così suddivisi: cinque posti di istruttore amministrativo categoria D, diciassette posti di agente di polizia municipale categoria C, ventuno posti di istruttore amministrativo categoria C e un posto di vigilatrice d’infanzia categoria C. Tutti posti riservati esclusivamente agli stessi quarantaquattro precari, che da circa un ventennio prestano servizio nello stesso Ente con contratti a tempo determinato.
I primi a non digerire le modalità del concorso sono i circa trecento dipendenti dello stesso Comune di Caltanissetta, alla quale, da anni, gli viene negata la progressione di carriera e la possibilità di accedere a categorie superiori, nonostante questi, in molti casi, svolgano mansioni superiori.
Lamentele e proteste arrivano anche dal numeroso mondo dei veri e propri disoccupati, quelli che il lavoro non ce l’hanno proprio e non gli viene data nemmeno la possibilità di sognarlo.
Ma quelli che la stanno prendendo veramente male, al punto da farli organizzare in assemblea per discutere sulle azioni giuridiche da intraprendere per far valere i loro diritti, sono i circa novanta impiegati comunali, diplomati e laureati, ex colleghi degli stessi quarantaquattro precari a cui oggi è “riservato” il concorso. Quelli che, nel 2004, dopo decenni di precariato, sono stati costretti ad accettare il declassamento alla categoria B (licenza media), pur di regolarizzare la posizione lavorativa con un contratto a tempo indeterminato part-time. Nonostante molti di essi svolgano da sempre mansioni abbondantemente superiori alla licenza media, questi continuano a percepire circa ottocento euro al mese e con questo concorso messo a bando dall’amministrazione Campisi, dove è preclusa per loro la possibilità di potere partecipare, si vedono negato il riconoscimento dei loro diritti, con il rischio di rimanere relegati in categoria B per i prossimi decenni.
I sindacati, al momento, stanno a guardare la vicenda dalla finestra, trovandosi nella scomoda posizione di non sapere da che parte stare, con il rischio però di fare inasprire gli animi dei dipendenti comunali ed essere tagliati fuori da una trattativa che andrebbe a ridisegnare gli assetti futuri della pianta organica del Comune di Caltanissetta.
Insomma, si profila all’orizzonte l’ennesimo atto del Sindaco del capoluogo nisseno, Michele Campisi, destinato a far discutere parecchio e che potrebbe avere il suo epilogo in qualche aula di tribunale.


