Giovani chiedono un futuro migliore

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Un segnale di ribellione a secoli di dipendenza dalla mafia e a tutte le sue nuove forme: è quello che hanno voluto dare i numerosi studenti che hanno partecipato al corteo promosso oggi dai sindacati per chiedere alle istituzioni e alla società sana di voltare finalmente pagina, unendo tutte le forze.

“Vogliamo un futuro migliore – dice Nicolò Raspanti, studente del liceo classico Ruggero Settimo tra uno slogan e l’altro gridato dentro il megafono – e siamo decisi a non abbassare la guardia: le proteste che hanno segnato questo anno scolastico contro la riforma Gelmini sono un altro segnale della nostra volontà di esserci e di volere contare. Oggi siamo invece qui per dire no alle raccomandazioni, no alle baronie, no alla fuga dei cervelli. Ma è la mafia che non permette di restare qui e allora no alla mafia. Penso che ci sarà una svolta e che accadrà in questi anni: anche se molti ragazzi non sono interessati a ciò che accade intorno a loro, a quale sarà il loro futuro, spesso accade che chi è impegnato faccia da traino per gli altri e allora si diventa tanti, ci si rende conto che non si può vivere solo di Grande Fratello. La libertà di pensiero è baluardo di democrazia che bisogna difendere oggi più che mai”.

Tante anche le presenze delle associazioni cittadine ma assente, ancora una volta, la città. Pochi, infatti, i nisseni che hanno scelto di “metterci la faccia”, sfilando nel corteo per rivendicare, ancora oggi, diritti incontestabili come quello al lavoro e a vivere liberi da condizionamenti di ogni genere. (rlv)