Rosario Amico Roxas: “il laico Gesù”

12

imageCALTANISSETTA – L’imbarazzo del Vaticano sulle dichiarazioni di un monsignore che ammette il suo stato di gay, con annesso partner, mi sembra non pertinente ed eccessivo; non travolge la religione cattolica e cristiana, bensì il concetto, ancora non chiarito, di laicità e confessionalità. Sarebbe bastato ridurre allo stato laicale l’ex mons. Krzysztof Charamsa, con i poteri del Pontefice, custode dei valori della religione, per far passare sotto silenzio tale evento, riassumibile in una devianza dove l’aspetto umano è stato privilegiato a quello spirituale; bastava una “presa d’atto” e svincolare il monsignore dagli obblighi, liberamente accettati, che il sacramento dell’ordinazione impone a quanti professano la vocazione sacerdotale. Una presa d’atto che riconosca il diritto di ritornare indietro sui propri passi, confessando la propria debolezza che contrasta con il dovere. Basterebbe solamente interpretare le parole di Gesù “ Chi non ha mai peccato scagli la prima pietra !”, per riconoscere all’uomo-monsignore il diritto di riconoscere di avere sbagliato nella precedente scelta, perché “Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”; sono le parole di Gesù , quando, nell’orto del Getsemani, pregando il Padre, invitò i discepoli a “vegliare e pregare”, sentendo avvicinarsi l’ora fatale, mentre la sua umanità veniva colta da una umanissima paura, che Gli fece dire: “Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice!”. Ma Gesù era Dio, figlio di Dio, era un laico con la consapevolezza di essere figlio di Dio, così proseguì la Sua preghiera rivolta al Padre “Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi.” (Matt. 26:36-41) L’insegnamento è chiaro, ed è rivolto a tutti gli uomini, con la loro forza e con le loro debolezze, indicando la maniera in cui noi mortali possiamo sovvenire alla debolezza della carne e non cadere in tentazione, con la veglia dello Spirito e la preghiera. Papa Francesco ha predicato con chiarezza interpretando le parole di Gesù, affermando: “Chi sono Io per giudicare ?” Bel diverso l’atteggiamento del predecessore Ratzinger che non voleva riconoscere la fragilità umana, ricorrendo alla mistificazione, affermando nella lettera ai vescovi americani dedicata ai casi di pedofilia, “Crimen sollicitationis” Nello svolgere questi processi si deve avere maggior cura e attenzione che si svolgano con la massima riservatezza e, una volta giunti a sentenza e poste in esecuzione le decisioni del tribunale, su di essi si mantenga perpetuo riserbo. Perciò tutti coloro che a vario titolo entrano a far parte del tribunale o che per il compito che svolgono siano ammessi a venire a conoscenza dei fatti sono strettamente tenuti al più stretto segreto, su ogni cosa appresa e con chiunque, pena la scomunica latae sententiae, per il fatto stesso di aver violato il segreto; tale scomunica è riservata unicamente al sommo pontefice, escludendo dunque anche la Penitenzieria Apostolica, ossia che tale scomunica può essere ritirata solamente dal papa. Praticamente Ratzinger voleva azzerare il reato penale di pedofilia dei sacerdoti americani, a peccato da amministrare nel segreto delle sacrestie. Fu così che una Corte del Texas indagò l’allora cardinale Ratzinger per “ostacolo alla Giustizia”, tant’è che, in occasione di una visita pastorale, da pontefice, negli USA, incontrando Bush in udienza privata, chiese e ottenne l’immunità in quanto “Capo di Stato in carica”, sovvertendo anche le parole di Gesù: “Il mio regno non è di questo mondo”. Ma in Vaticano è in atto una guerra sotterranea, con i cardinali nominati da Ratzinger che svolgono un ruolo conservatore per arrestare l’onda di apertura al mondo, che Papa Francesco sta operando, secondo le determinazioni del Concilio Vaticano II. La Chiesa non deve entrare nel contraddittorio mondo della laicità, ma, con pieno diritto, deve intervenire nel sociale, per dare un indirizzo coerente con le parole di Cristo, sui problemi più urgenti che agitano le coscienze, come il sostegno ai bisognosi e la solidarietà tra uomini e Stati. I singoli casi, devono valutati per quello che sono: devianze umane da relegare nei momenti fragili dell’animo umano, con la comprensione e la compassione, perché comprendere non significa condividere, senza elaborare condanne interpretando, a proprio modo, il volere di Dio, senza tener conto dell’Amore che Dio dispensa a tutti gli uomini, senza alcuna discriminazione; Amore che non attende di essere ricambiato e che…move il sole e l’altre stelle. Rosario Amico Roxas

Condividi

12 Commenti

  1. Riconoscere l’aspetto provocatorio per costringere a discutere del problema dei sacerdoti gay, mi sempre paragonabile a quell’uomo, contrario alla pena dell’ergastolo, quindi compie una strage in un supermercato, così l’opinione pubblica sarà costretta a discutere dell’ergastolo.
    Otterrà il risultato opposto, perchè l’opinione pubblica rivendicherà l’ergastolo come la pena minima. Dubito che ci siano cattolici che si schiereranno con il monsignore, non tanto per il fatto in sè, ma per l’impatto mediatico che ha voluto provocare. La chiara volontà scandalistica rischia di fare molto più male, rinviando ogni possibile discussione nel merito, altrimenti le dichiarazioni scandalistiche rischierebbero di diventare un metodo, e questo non fa certamente bene all’esercizio etico.,

  2. L’assimilazione tra gay e pedofili fa riferimento solo alla eccessiva attrazione per l’aspetto sessuale della vita, pur riconoscendo una differenza di fondo, che, però, non salva dall’esibizionismo che è insito in tali manifestazioni.
    Assistiamo alle pubbliche manifestazioni gay che nulla hanno a che vedere con ipotesi di legittimità nelle loro scelte, ma insistono fin troppo nell’esibizionismo.
    Nel caso in specie il monsignore confesso, non ha rispettato il sentimento comune, mantenendo un minimo di riservatezza. Avrebbe dovuto chiedere la remissione allo stato laicale, senza eccedere, come è accaduto, in una pubblicità che ha fatto solo danni alla Chiesa e anche al rispetto del loro stato. Il senso del mio commento sta nell’esigenza di mantenere uno stretto riservo su fatti che potrebbero turbare il comune sentire.
    I tempi non sono maturi per una accoglienza generalizzata, mentre lo scandalismo organizzato lede il comune sentire…. come avvenne per quel battesimo spettacolare di Magdi Allam, che successivamente ha abbandonato anche la religione cattolioca, avendo già ottenuto quella visibilità che cercava.

    • Forse il prelato ha invece volutamente voluto costringere a dibattere attorno ad un tema che invece è sempre stato tenuto in sordina, non crede?
      Una cosa è l’eccessivo esibizionismo di certe manifestazioni che spesso è però voluto, proprio per far parlare della causa, cosa che altrimenti si farebbe molto meno (vedasi, fatte le debite proporzioni, gli interminabili scioperi della fame e della sete di Pannella in nome di una causa che altrimenti nessuno o quasdi prenderebbe in considerazione), un’altra è l’assimilazione tra gay e pedofili.
      A mio avviso etero e gay hanno uguale probabilità di “cadere” nella pedofilia, solo che in un’assurda scala di valori il gay pedofilo, se possibile, viene considerato ancor più deplorevole e infame.
      Da etero rivendico il diritto ad un giusto e doveroso riconoscimento delle coppie omosessuali e quando questo non avviene (e non avviene) è giusto utilizzare tutti i mezzi leciti per promuovere la causa.
      Ma la cosa in assoluto su cui mi trovo più in disaccordo e che, ripeto, mi sembra davvero grave, è equiparare o solamente avvicinare il concetto di gay con quello di pedofilo, cosa che non ha alcun fonadamento scientifico, sociologico, genetico o altro..
      Il problema è che ancora oggi si tende ad immaginare l’omosessuale come un depravato\assetato di sesso che sbava dietro a qualsiasi essere dello stesso sesso gli passi davanti (maggiorenne o minorenne) mentre nella realtà non hanno livelli di libido differenti da un etero quindi non si capisce perchè debbano avere “un’eccessiva attrazione per l’aspetto sessuale della vita”, così come lei invece afferma.

  3. Cercherò di dare una risposta unica ai tanti aspetti che leggo nei commenti.
    Più che altro è un invito alla riflessione, perchè non ho visto da nessuna parte avanzare una ipotesi che chiarirebbe molti eventi.
    Mi riferisco ai sacerdoti gay e ai sacerdoti che cadono nella pedofilia.
    L’errore sta alla base di questi penosi eventi, per dirla chiaramente sta nella selezione degli aspiranti sacerdoti.
    Perchè parliamo di preti-gay e di preti-pedofili ?
    Ritengo che sarebbe molto più corretto parlare di Gay-preti e di pedofili -preti !
    Cosa cambia ? Tutto.
    Secondo il mio modesto parere gay e pedofili si propongono per il sacerdozio essendo la sola “professione” che permetterebbe loro di esercitare impunemente la loro vera vocazione delittuosa, correndo rischi molto relativi.
    Il contatto con i giovani e elemento determinante e, per talune scelte, è il potere della confessione.
    Cosa accade e cosa viene suggerito, in confessione, a ingenui ragazzini e ragazzine ?
    L’obbligo della riservatezza, che dovrebbe essere reciproca, diventa un viatico per attirare i giovanissimi, magari utilizzando le parole di Gesù “Lasciate che i fanciulli vengano a me”, ovviamente con ben diverse intenzioni. Perchè Gesù ha detto anche: “Chiunque porta scandalo auno di questi fanciulli è meglio che si leghi una macina al collo e si butti in mare”.

    • Mi permetta però di farle notare che ha accomunato gay e pedofili (i gay non sono per forza pedofili e i pedofili non sono per forza gay ma possono essere anche etero) quando dice che “secondo il mio parere gay e pedofili si propongono per il sacerdozio essendo la sola professione che permetterebbe loro di esercitare impunemente la loro vera vocazione delittuosa, correndo rischi molto relativi”.
      Quello che afferma è di una gravità assoluta: sostiene, così è quanto scrive, che i gay, in quanto tali, sono portati a commettere reati a sfondo sessuale.
      In partenza tutti gli aspiranti preti sono o etero o gay, non esiste l’aspirante prete asessuato e nemmeno si può dire che è auspicabile che, in partenza, l’aspirante prete sia etero più che gay. Il loro orientamento sessuale, solitamente, passa poi in secondo piano per dediacarsi alla Chiesa, almeno nei casi di sincera vocazione.
      Anche un etero pedofilo potrebbe (e lo fa) decidere di avvicinarsi al sacerdozio per poter delinquere in moderata tranquillità. Non capisco il nesso tra gay e pedofili che sempre più spesso si fa con eccessiva naturalezza.
      Spero di aver interpretato male le sue parole (ma mi sembra difficile dato che sono scritte in un italiano chiaro) o meglio ancora che volesse intendere altro

  4. Scrive bene quando insiste sulla riflessione e sulla riservatezza, purtroppo le cose non vanno così.
    Il monsignore in causa avrebbe dovuto esercitare la modestia e accettare le conseguenze, senza i clamori, che rappresentano una bella pubblicità al libro che ha annunciato.
    Quanto a Ratzinger, oltre ai fatti di pedofilia, di cui la invito a leggere il link, digitando
    “Crimen sollicitationis”, a proposito di riflessione, riservatezza, modestia, le ricordo quel blasfemo battesimo in mondo visione, nella Chiesa più importante della cristianità, la notte che ricordava la Resurrezione di Cristo, celebrato dallo stesso pontefice, per impartire il battesimo a Magdi Allam. Battesimo che è stato interpretato dal mondo musulmano, come uno schiaffo all’Islam, altro che riservatezza, modestia…. se la conversione di Magdi Allam fosse stata sincera e sofferta, allora doveva andare in uno sperduto monastero, trascorrere una settimana dsi esercizi spirituali e quindi, nel silenzio dell’intimità, farsi battezzare.

  5. Uno dei riti di affiliazione della Yakuza prevede il taglio della prima falange del dito mignolo ….
    Vuoi far parte della Yakuza? Devi accettare questa mutilazione. Non ti sta bene? Nessuno ti costringe ad entrare.
    Vuoi far parte dei preti? Devi accettare il celibato. Non ti sta bene? Puoi anche fingere di accettare la “castità”, purchè i tuoi rapporti sessuali restino nascosti, non diano … scandalo …
    Questa è stata, ed è tutt’ora, la prassi della chiesa cattolica che, a differenza di altre chiese cristiane che invece ben consentono ai preti di sposarsi, è voluta restare “nei secoli fedele” ad un feticcio: la “castità”, da essa stessa creato e mai passato per la mente di Cristo …!
    Ecco così l’ “usanza” delle perpetue, di inconfessabili rapporti etero ed omosessuali, e perfino di pedofilia …!
    Chi continua a ripetere che Mons. Charamsa aveva accettato il celibato, e addirittura sul celibato aveva anche scritto diversi libri, per cui se non gli sta più bene “esca dal club” …, dimentica che Charamsa ha tenuto a sottolineare quanto la deprivazione sessuale sia inumana.

    La deprivazione sessuale è inumana.

    Al punto che in diversi stati persino ai carcerati viene concesso di avere rapporti sessuali con delle professioniste o con le proprie mogli. Ma ai preti no. Ha un qualche senso intelligente tutto ciò?
    Vero è che una religione basata su “rivelazioni”, su “tavole della legge” scritte di pugno dal suo dio, su “misteri della fede” per nulla sperimentabili, … evidentemente con la logica e l’intelligenza cartesiana ha ben poco da spartire …, ma almeno con la biologia dell’essere umano potrebbe cercare di non confliggere …!
    Charamsa non è nè il primo, nè il solo prete ad avere tradito l’obbligo del club a vivere da asessuato, e il club fa benissimo a non volerlo più tra i suoi adepti, come la Yakuza non accetta chi non vuole tagliarsi il mignolino, ma mentre quest’ultima è una menomazione di poco conto, la deprivazione sessuale per molte persone può essere devastante.
    E la chiesa cattolica può anche continuare a considerare l’omosessualità una “malattia”, ogni club si dà le regole che vuole, i dogmi che vuole, ma la scienza da decenni ormai non la considera neppure una “devianza”, ma una delle tante manifestazioni della sessualità dell’essere umano …
    E papa Francesco, se davvero pensa le parole che ha detto in proposito “e chi sono io per giudicare”, dovrebbe approfittare sia di questo sinodo, sia di questo forte “grido di dolore” di Charamsa per, quantomeno, non andare più contro la scienza ed andare DAVVERO più a favore dell’UOMO, intero, completo, con i suoi pregi e i suoi difetti e, soprattutto, anche con la sua sessualità che è per fortuna ricca ed ampia.

    • Condivido ogni singola sillaba del suo post.
      Aggiungo che quanto ammesso dal prelato circa l’omofobia che regna nell’istituto da lui presieduto è ancora più sconvolgente (se corrisponde al vero) proprio perchè arriva dal cuore stesso dell’istituto.
      Papa Francesco sta cercando di aprire con fatica porte e portoni chiusi a tripla mandata da secoli e spiragli di speranza si intravedono (augurando al Ponteficie una lunga e ancora attiva vita pubblica) ma certamente non serviva l’ammissione, pur a suo modo sconvolgente, di un alto prelato per immaginare come l’argomento omosessualità rappresentasse più che un tabù per la Chiesa.
      Poi, è vero, ogni “club” si da le sue regole e chi non le condivide può tirarsi fuori quando vuole ma se la Chiesa ha la pretesa di avvicinarsi all’imperfezione degli uomini per essere da supporto e guida non può prescindere dall’iniziare a guardare il mondo con occhi diversi
      La Comunione per i separati, l’accettazione senza scomunica per le coppie di fatto (etero o omo), una minore rigidità nel concetto di castità a tutti i costi, un’atteggiamento davvero costruttivo contro la pedofilia dei prelati sono (o sarebbero) aperture che in sol colpo farebbero della Chiesa un riferimento sia per i credenti (ma per loro è già così) sia per chi vive ai margini della Fede (e siamo la maggiorparte) i quali si sentirebbero davvero più vicini ad un’istituzione che invece ancora oggi appare troppo lontana

  6. Mi permetta di contraddirla su almeno due punti. E’ stato il sacerdote a dare pubblicità alla sua scelta discutibile, non tanto per il coming out, ma per l’avere tradito la castità richiesta ai sacerdoti ordinati della Chiesa Cattolica, ci sono tanti sacerdoti che hanno accettato la loro omosessualità e che la vivono in castità come la vivono in castità i sacerdoti eterosessuali! In secondo luogo, è stato proprio il cardinal Ratzinger a scoperchiare il verminaio della pedofilia nella Chiesa Americana, cosa che non ha fatto neanche San Giovanni Paolo II. Tanto per la precisione.

    • Non crede che se ne avesse parlato in camera caritatis con il suo padre spirituale l’argomeno non sarebbe stato trattato con la stessa enfasi? Anzi, non crede che sarebbe proprio rimasto in camera caritatis?
      A volte per imporre una riflessione, non dico un punto di vista ma almeno una riflessione, a chi proprio non ci vuol sentire è necessario cercare il clamore. Ed è proprio quello che secondo me cercava il prelato. Bisogna costringere a riflettere la Chiesa sul suo atteggiamento fin qui arcaico sull’argomento. Poi dalla riflessione può scaturirne tutto o il contrario di tutto ma se non fosse accaduto questo oggi non saremmo qui a parlarne probabilmente.
      Mettere la testa sotto la sabbia, fingere che non ci sia insofferenza verso la castità e soprattutto non ci siano preti omosessuali non mi pare un modo giusto per affrontare le cose.
      Su Papa Ratsinger non mi esprimo perchè non conosco a fondo il suo piglio nel gestire il problema della pedofilia

    • x Carmela

      Il cardinale Ratzinger proprio per aver cercato di nascondere dietro una forma di omertà, il reato di pedofilia, è stato inquisito da una Corte del Texas per “ostacolo alla giustizia”, come riporto integralmente nel mio commento.

Comments are closed.