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Vallelunga Pratameno: Prima riunione nuovo consiglio comunale, La nota di Rosanna Lumia

Carmelo Barba

Vallelunga Pratameno: Prima riunione nuovo consiglio comunale, La nota di Rosanna Lumia

Ven, 12/06/2026 - 07:35

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VALLELUNGA PRATAMENO -La prima riunione del nuovo consiglio comunale, dopo il risultato  delle votazioni del 23 e 25 maggio scorso, si è svolta lo scorso 9 giugno, in cui  Sergio Vilardo è stato eletto all’unanimità Presidente del Consiglio Comunale e il consigliere Roberto Emanuele, con 8 voti, è stato eletto vice presidente. C’è da sottolineare che la seduta è stata preliminarmente presieduta dalla consigliera più suffragata Rosanna Lumia che ha avviato la trattazione dei punti all’ordine del giorno fino all’insediamento del presidente eletto Vilardo. La consigliera Lumia ci ha fatto pervenire una sua nota che pubblichiamo integralmente: “È stato per me un grande onore presiedere il primo Consiglio Comunale in qualità di Presidente provvisorio. Desidero ringraziare la capogruppo di minoranza, Samanda Ministeri, per aver proposto il mio nome alla Vicepresidenza del Consiglio Comunale e per aver ribadito a tutti i consiglieri la responsabilità di rappresentare la volontà popolare, ricordando il consenso che i cittadini hanno voluto accordarmi attraverso il voto. Durante il Consiglio è stato sostenuto che una possibile convergenza sulla Vicepresidenza avrebbe dovuto maturare attraverso modalità diverse. La nostra posizione è stata ed è molto chiara: riteniamo che il confronto politico debba svolgersi davanti ai cittadini e negli organismi democraticamente eletti. Non riteniamo che incarichi istituzionali debbano essere oggetto di richieste o trattative preventive. Crediamo, al contrario, che alcuni gesti istituzionali acquistino maggior valore quando nascono spontaneamente da una scelta politica libera e consapevole. Se vi fosse stata la volontà di riconoscere e valorizzare il consenso ricevuto dai cittadini, la maggioranza avrebbe potuto compiere tale scelta autonomamente, senza che fosse necessario sollecitarla. Per questo abbiamo ritenuto che ogni valutazione sulla Vicepresidenza dovesse avvenire pubblicamente, nel luogo naturale del confronto democratico: l’aula consiliare. A noi non è stato chiesto di sostenere il Presidente del Consiglio, poiché la maggioranza disponeva già dei numeri necessari per eleggerlo. Abbiamo comunque scelto di votarlo all’unanimità per senso delle istituzioni e rispetto del ruolo che è chiamato a svolgere, offrendo un segnale concreto di collaborazione nell’interesse della comunità. Con lo stesso spirito abbiamo avanzato pubblicamente la proposta relativa alla Vicepresidenza. Non lo abbiamo fatto perché confidassimo necessariamente in un esito favorevole, ma perché riteniamo che i principi vadano affermati anche quando non appaiono convenienti o destinati a prevalere. Sapevamo che questa impostazione avrebbe potuto non trovare accoglimento, ma abbiamo ritenuto comunque doveroso portare la proposta all’attenzione del Consiglio e della cittadinanza. L’esito della votazione ha evidenziato una precisa scelta politica della maggioranza, che ha respinto una proposta fondata sia sul consenso espresso dagli elettori sia sull’opportunità di garantire una più ampia rappresentanza all’interno dell’Ufficio di Presidenza. Nel corso del dibattito abbiamo inoltre ribadito un principio fondamentale: il confronto che precede una votazione consiliare non solo è legittimo, ma costituisce uno dei momenti più significativi della vita democratica. Per questa ragione non possiamo condividere le osservazioni formulate da un consigliere di maggioranza durante la discussione, dalle quali sembrava emergere l’idea che la proposta avanzata in aula fosse inopportuna. Riteniamo invece che il confronto aperto e trasparente rappresenti un elemento qualificante dell’attività consiliare, soprattutto quando riguarda incarichi istituzionali rilevanti per il funzionamento dell’assemblea. Proprio nel rispetto delle regole, delle prerogative del Consiglio e delle più elementari dinamiche democratiche, riteniamo che la proposta avanzata fosse del tutto legittima e coerente con il ruolo che ciascun consigliere è chiamato a svolgere. Esprimere una candidatura, motivarla pubblicamente e sottoporla al voto dell’aula non rappresenta un’anomalia, ma l’esercizio pieno delle funzioni consiliari. Considerare inopportuno il confronto o la libera formulazione di proposte in seno al Consiglio rischia di svilire proprio quel dibattito democratico che costituisce l’essenza dell’istituzione consiliare. È questo il metodo che continueremo a sostenere, nella convinzione che la politica debba svolgersi alla luce del sole e che ogni scelta debba essere assunta pubblicamente, davanti ai cittadini. L’esito della votazione ha chiarito le diverse visioni presenti all’interno del Consiglio. Ne prendiamo atto e ne rispettiamo pienamente la legittimità. Noi continueremo a sostenere una politica fondata sul confronto aperto, sulla partecipazione e sul rispetto del mandato popolare, nella convinzione che siano i cittadini, nel tempo, a valutare la coerenza delle scelte, dei comportamenti e dell’azione politica di ciascuno”.

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