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Agrigento, al Museo Pietro Griffo la conferenza “Scenari di Pace: il ruolo dei Popoli e della Cultura”

Redazione 3

Agrigento, al Museo Pietro Griffo la conferenza “Scenari di Pace: il ruolo dei Popoli e della Cultura”

Mer, 11/03/2026 - 10:44

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Agrigento torna a interrogarsi sul valore del dialogo tra i popoli e sul ruolo della cultura nella costruzione di percorsi di pace. Nel pomeriggio di ieri, al Museo Archeologico Regionale Pietro Griffo, si è svolta la conferenza “Scenari di Pace: il ruolo dei Popoli e della Cultura”, promossa dal Distretto Turistico Valle dei Templi, nell’ambito delle iniziative del Mandorlo in Fiore in corso fino al 15 marzo.L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni civili, religiose e del corpo consolare per riflettere sul contributo che popoli, cultura e cooperazione internazionale possono offrire alla promozione della pace. Ad aprire i lavori è stato Fabrizio La Gaipa, amministratore del Distretto Turistico, che ha evidenziato come la guerra del XXI secolo sia divenuta sempre più complessa e interconnessa, non più soltanto uno scontro tra eserciti ma un fenomeno che coinvolge tecnologia, energia, economia, informazione e società. In questo scenario, ha sottolineato, la pace nasce spesso dalla mobilitazione delle società e dalla forza della cultura. Tre gli elementi fondamentali indicati: la memoria, che aiuta le comunità a sviluppare anticorpi morali contro la violenza; l’empatia, capace di riconoscere l’umanità nell’altro; e l’immaginazione politica, che consente di concepire e costruire nuovi scenari di convivenza. Nel suo intervento il prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, ha richiamato l’attenzione sul delicato momento storico internazionale e sul ruolo che sono chiamati a svolgere territori di confine, come la provincia agrigentina con Lampedusa, estremo lembo d’Italia. Il prefetto ha sottolineato la necessità di una partecipazione corale per affrontare le sfide del presente e ha manifestato la disponibilità a promuovere un tavolo permanente per la pace ad Agrigento, aperto alle istituzioni e ai soggetti della società civile che intendano contribuire alla diffusione dei valori di dialogo, amicizia e fratellanza tra i popoli. Delegato dall’arcivescovo mons. Alessandro Damiano, impegnato alla Conferenza Episcopale Siciliana, è intervenuto don Lillo Argento, membro del Consiglio presbiterale dell’Arcidiocesi di Agrigento, che ha richiamato l’enciclica “Pacem in Terris” di Papa Giovanni XXIII, rivolta a tutti gli uomini di buona volontà in un momento – erano gli anni Sessanta – di forte tensione internazionale. Anche oggi, ha osservato, il mondo attraversa una fase difficile e il percorso di fratellanza tra i popoli avviato dopo la Seconda guerra mondiale appare messo in discussione. In questo contesto, Agrigento – città del Tempio della Concordia – può continuare a rappresentare un luogo simbolico di dialogo e armonia. Il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè, citando Papa Francesco e la sua espressione della “terza guerra mondiale a pezzi”, ha sottolineato come il Mandorlo in Fiore rappresenti un’estensione naturale dei valori di Agrigento Capitale Italiana della Cultura, incarnando i principi di accoglienza, dialogo e incontro tra i popoli che da sempre caratterizzano la città. In sintonia anche l’intervento dell’assessore Carmelo Cantone, coordinatore della Festa del Mandorlo in Fiore, che ha richiamato il valore simbolico dell’accensione del Tripode dell’Amicizia, definendolo un gesto capace di rappresentare la vocazione di Agrigento quale porta del Mediterraneo e luogo di incontro tra culture. Le relazioni sono state affidate ai rappresentanti del Corpo Consolare della Sicilia occidentale e orientale, Antonio Di Fresco, console onorario della Corea del Sud, e Domenico Coco, console onorario dell’Azerbaijan per Sicilia e Calabria, insieme portavoce complessivamente di 56 consoli rappresentanti di altrettanti Stati. Entrambi hanno sottolineato il valore della conferenza “Scenari di Pace”, giunta alla sua terza edizione, auspicando che i temi affrontati ad Agrigento possano contribuire a rafforzare il dialogo tra i popoli. Particolarmente significativo l’intervento di Pietro Leto, presidente della Commissione della Pace del Rotary Sicilia-Malta e ambasciatore dell’Institute for Economics and Peace, che ha richiamato alcuni dati allarmanti sullo scenario globale: 57 conflitti attivi che coinvolgono 92 Paesi. Leto ha evidenziato come la natura della guerra sia profondamente cambiata, con l’uso sempre più diffuso dei droni e con conflitti che colpiscono direttamente le popolazioni civili. In questo contesto, ha ribadito, parlare di pace e promuovere cultura rimane uno degli strumenti più concreti per favorire processi di riconciliazione. A concludere i lavori è stato Alessio Lattuca, presidente di Confimpresa Euromed, che ha richiamato i rischi e le tensioni dello scenario internazionale, sottolineando al tempo stesso l’importanza del dialogo, della cooperazione e della cultura come strumenti fondamentali per costruire percorsi di pace. La conferenza si inserisce in perfetta sintonia nel programma del Mandorlo in Fiore, manifestazione che da decenni celebra ad Agrigento l’incontro tra culture diverse e la fratellanza tra i popoli.

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