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Trapani, appiccò fiamme in un bosco: arrestato dipendente di una struttura dipartimentale della Regione siciliana

Redazione 3

Trapani, appiccò fiamme in un bosco: arrestato dipendente di una struttura dipartimentale della Regione siciliana

Lun, 09/02/2026 - 09:57

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Il 20 agosto scorso avrebbe appiccato le fiamme in un terreno di 83 ettari, in parte coltivato e in parte incolto, in un’area a ridosso del bosco Scorace. Adesso per un 54enne originario del Trapanese, dipendente stagionale di una struttura dipartimentale della Regione siciliana è scattato l’arresto. Su richiesta della Procura di Trapani, infatti, il gip ha emesso un’ordinanza applicativa di misura cautelare degli arresti domiciliari con sorveglianza elettronica. L’uomo deve rispondere di incendio boschivo. L’indagine, coordinata dalla Procura di Trapani e condotta dai carabinieri del nucleo Investigativo, della sezione Operativa del Nor della Compagnia di Alcamo, della stazione di Buseto Palizzolo e della sezione di Polizia giudiziaria della Procura di Trapani, ha consentito in poco tempo di ricostruire gli spostamenti dell’indagato, quel giorno peraltro a riposo, ripreso mentre appiccava le fiamme in più punti, ampliando così il fronte del fuoco in aree in cui non erano presenti le squadre antincendio poiché impegnate a fronteggiare altri focolari. L’incendio causò un grave danno all’ecosistema su un’ampia area rurale, distruggendo colture e ponendo a rischio aree boscate e l’incolumità di animali al pascolo in contrada Quasale di Buseto Palizzolo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo, dopo aver appiccato le fiamme, si nascose tra la vegetazione di un’area boscata, per sottrarsi alla vista degli equipaggi di volo dei mezzi antincendio impegnati nelle operazioni di spegnimento dei roghi. L’indagato, inoltre, fu ripreso mentre si allontanava dal posto, salendo su un’auto guidata da un’altra persona che era andata a prenderlo. Le perquisizioni a suo carico, spiegano dal Comando provinciale dei carabinieri di Trapani, hanno permesso di trovare e sequestrare “importanti elementi di riscontro” utili a confermare la sua presenza sui luoghi. Una conferma alle accuse è arrivata anche dalle intercettazioni e dall’analisi dei dati del traffico telefonico e della copia forense del cellulare dell’indagato, con il quale aveva ripreso l’azione incendiaria, condividendo i filmati con alcuni colleghi. I carabinieri hanno ritirato cautelativamente sei fucili e una pistola legalmente detenuti dal destinatario del provvedimento. (Adnkronos)

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