«La sicurezza urbana non si tutela penalizzando chi lavora nel rispetto delle regole». Lo afferma Francesco Saverio Romano, annunciando il deposito in Parlamento di un disegno di legge che modifica l’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS), spesso applicato in modo automatico nei confronti degli esercenti. «La norma, spiega Romano, viene oggi utilizzata per colpire attività economiche anche in assenza di una responsabilità diretta del gestore. Il ddl chiarisce che chiusure e sospensioni possono essere disposte solo in presenza di un nesso causale accertato, restituendo allo Stato il compito di garantire l’ordine pubblico». Una norma che è stata talvolta utilizzata in contesti caratterizzati da fenomeni di criminalità diffusa e degrado urbano non direttamente riconducibili alla condotta del titolare dell’esercizio o alla sua condotta nella gestione del locale. Nel percorso di confronto con le categorie produttive, il deputato ha raccolto le segnalazioni di Doriana Ribaudo, Presidente Provinciale di FIEPET, sulle criticità applicative della norma per i pubblici esercizi. «È necessario distinguere con chiarezza, osserva Ribaudo, tra chi commette atti di violenza e chi gestisce correttamente un’attività, collaborando con le forze dell’ordine.». «Sicurezza, legalità e libertà d’impresa, conclude Romano, non sono valori in contrasto. Colpire i violenti e tutelare le imprese sane è l’unica strada per città più sicure».
di Redazione 3
Mar, 10/02/2026 - 08:56

