Questa mattina l’amministrazione comunale di Caltanissetta ha voluto rendere omaggio alle vittime delle Foibe con una commemorazione che si è svolta a Villa Monica, luogo nel quale è stato piantato l’ulivo in ricordo dei martiri delle Foibe e intitolata una panchina a Norma Cossetto.

Erano presenti per il Comune di Caltanissetta il vicesindaco di Caltanissetta Giovanna Candura, il presidente del Consiglio comunale Gianluca Bruzzaniti, gli assessori Toti Petrantoni, Vincenzo Lo Muto ed Ermanno Pasqualino.
Sono intervenuti anche rappresentanti della Prefettura di Caltanissetta, del Comando dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale.

“In questa giornata – ha esordito l’assessore Toti Petrantoni aprendo il momento di commemorazione – anche a Caltanissetta vogliamo conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.
Ospite d’eccezione e testimone vivente di quello che non è soltanto un racconto nelle pagine di storia ma una vicenda concreta è Anna Maria Bruno, figlia del martire Luigi Bruno.
“Mio padre era un uomo che amava la sua Patria e non soltanto perché era di nazionalità italiana ma anche perché era un funzionario dello Stato e svolgeva il suo lavoro con un grande senso del dovere e di responsabilità – ha raccontato Anna Maria Bruno -. Era italiano per nascita e per scelta. È stato ucciso per le sue origini e per i valori in cui credeva. Noi, figli delle vittime delle Foibe abbiamo lottato per quasi 80 anni per veder riconosciuto quanto accadde in quegli anni ed è per me una grande emozione costatare che la verità è emersa e che ancora oggi ci sono delle manifestazioni che ricordano quanto è avvenuto. Dopo l’uccisione di mio padre si cercava di insabbiare quanto era successo. Minacciavano mia madre anche sotto il ricatto di toglierle quel piccolo sussidio economico che riceveva. La volevano obbligare a dire che mio padre era morto all’estero, in guerra. Nessuno voleva che si parlasse delle foibe. Nonostante siano passati molti anni io avverto ancora il dovere morale di raccontare alle nuove generazioni quanto è successo. Io, oggi, sono onorata di essere qui non soltanto come figlia di Luigi Bruno ma anche come rappresentante di tutti quei familiari che hanno subito le Foibe. Quando andai a Roma per ricevere la medaglia d’oro alla memoria di mio padre conobbi Lucia Cossetto, sorella di Norma. Ci siamo subito abbracciate e consolate a vicenda. Avevamo dentro lo stesso dolore”.
“L’Armistizio di Cassabile, firmato a settembre del 1943, segna una tappa importante per la seconda guerra mondiale combattuta nel territorio italiano ma le atroci conseguenze e gli eccidi di molti italiani sono proseguiti anche negli anni successivi – ha sottolineato il vicesindaco Giovanna Candura -. Persone che sono dovute andare via dall’Italia e delle quali per molti decenni non si è saputo nulla, dimenticati anche nei libri di storia. La legge n. 92 del 2004 ha instituito il Giorno del Ricordo dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata riaprendo una brutta pagina della storia internazionale. Questa giornata è molto importante perché non dobbiamo mai smettere di infondere alle nuove generazioni il valore della pace ed evitare che tali vicende si possano ripetere”.
“Ringrazio tutti i presenti intervenuti a onorare le vittime delle foibe e, in particolare, la signora Bruno per questa coinvolgente testimonianza e per l’impegno perseguito per anni affinché la verità venisse a galla – il presidente del Consiglio comunale Gianluca Bruzzaniti –. Auspico che Caltanissetta possa sempre essere in prima fila per ricordare questa triste vicenda e le vittime di una guerra che non sarebbe mai dovuta scoppiare”.
“Oggi non siamo qui per celebrare una liturgia del dolore o un esercizio di nostalgia ma per un atto di civiltà. È importante ascoltare i racconti dei sopravvissuti perché è necessario conoscere e non dimenticare – ha concluso il viceprefetto aggiunto Ludovica Zarbo-. L’odio è uno strumento di disaggregazione e non bisogna mai permettere che sia strumentalizzato. È fondamentale che si garantisca una memoria onesta e capace di raccontare i fatti come si sono veramente svolti. Solo così si potrà dare il giusto significato alla vicenda”.
Dopo aver deposto un mazzo di fiori davanti la targa dedicata alle vittime l’amministrazione comunale ha partecipato alla commemorazione organizzata dalla Polizia di Stato in ricordo di Giovanni Palatucci e di Luigi Bruno. Si è svolta una celebrazione religiosa nella chiesa Regina Pacis e la deposizione di una corona d’alloro nel cortile del plesso scolastico Rosso di San Secondo dell’IC Lombardo Radice davanti la targa dedicata proprio a Giovanni Palatucci.

