Mercoledì 11 febbraio, alle ore 11.00, S.E. Mons. Mario Russotto, Vescovo di Caltanissetta, celebrerà la Santa Messa nella cappella dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. In tale data ricorre la Gionata Mondiale del Malato e non è una coincidenza il fatto che sia inserita nella memoria liturgica della Beata Vergine di Lourdes. San Giovanni Paolo II, infatti, vi istituì la Giornata Mondiale del Malato proprio perché «occorre […] che sotto la Croce del Calvario idealmente convengano tutti i sofferenti che credono in Cristo e, particolarmente, coloro che soffrono a causa della loro fede in lui Crocifisso e Risorto, affinché l’offerta delle loro sofferenze affretti il compimento della preghiera dello stesso Salvatore per l’unità di tutti. Là pure convengano gli uomini di buona volontà, perché sulla Croce sta il “Redentore dell’uomo”, l’Uomo dei dolori, che in sé ha assunto le sofferenze fisiche e morali degli uomini di tutti i tempi, affinché nell’amore possano trovare il senso salvifico del loro dolore e risposte valide a tutti i loro interrogativi.
Insieme con Maria, Madre di Cristo, che stava sotto la Croce, ci fermiamo accanto a tutte le croci dell’uomo d’oggi» (Giovanni Paolo II, Salvifici doloris, 31).
Il tema proposto da Papa Leone XIV nel messaggio per quest’anno è La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro; in esso si mette chiaramente in evidenza il concetto di condivisione e di assunzione nella propria persona della sofferenza degli altri. Tutti conoscono ad esempio la speciale missione dei volontari dell’UNITALSI, i quali portano gli ammalati ai piedi della Vergine di Lourdes, assistendoli in tutto e per tutto, con amore e dedizione. Ma portare il dolore dell’altro, è anche visitarlo nel nascondimento, ascoltarlo, condividere del tempo con lui, lasciare le proprie attività per incontrare la sofferenza altrui. È questa un’opera di misericordia corporale fondamentale che incarna l’amore cristiano, dettata direttamente da Cristo Signore: «[ero] malato e mi avete visitato» (Mt 25,36).
Il Vescovo ha voluto porre l’accento in modo particolare esprimendo il desiderio di celebrare la Memoria della Beata vergine di Lourdes proprio in un luogo specifico di sofferenza, l’ospedale appunto, con gli ammalati, culminando così le visite “ordinarie” che durante l’anno periodicamente vi compie. Lo accompagneranno la Comunità del Seminario, anche la visione della sofferenza fa parte della loro formazione, e l’Ufficio Diocesano per la Pastorale della salute, nonché il Sac. Enzo Spoto, cappellano del nosocomio nisseno.

