Salute

Traffico internazionale di ossicodone con gli Stati Uniti per oltre un milione e mezzo di euro: otto arresti

Redazione 1

Traffico internazionale di ossicodone con gli Stati Uniti per oltre un milione e mezzo di euro: otto arresti

Gio, 14/12/2023 - 14:46

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Sei persone sono state arrestate e due sono ricercate con l’accusa di aver creato una rete internazionale di esportazione negli Stati Uniti di ossicodone, un farmaco della classe degli oppioidi usato da decenni negli Usa come stupefacente.

Le indagini, iniziate nel maggio 2022, sono state eseguite dai carabinieri di Pavia e del Nas di Cremona, diretti dalla Procura di Pavia. Dall’inchiesta è emerso che la banda rubava ricettari e timbri medici da diversi ospedali (a Bergamo, Lodi, Milano, Voghera oltre al San Matteo di Pavia), per poi falsificare le prescrizioni mediche, presentandosi in almeno 55 farmacie in Lombardia per richiedere il farmaco OxyContin, contenente appunto il principio attivo dell’ossicodone.

I carabinieri, secondo quanto riportato dall’Ansa, hanno analizzato circa 10mila ricette concludendo che più di 500 erano state falsificate dalla banda. Gli investigatori hanno accertato la spedizione negli Usa di oltre 20.000 pastiglie per un guadagno di un milione e 600mila dollari e un danno erariale causato allo Stato italiano di 65mila euro. L’ossicodone veniva infatti ottenuto gratuitamente nelle farmacie italiane, grazie alle false ricette, e poi venduto al dettaglio come stupefacente a 80-100 dollari per una pastiglia di 80 mg.

I farmacisti, quando volevano accertarsi riguardo alla quantità o alla tipologia del medicinale richiesto (in Italia poco usato), telefonavano al numero del medico indicato sulla ricetta, ricevendo però la risposta di uno dei componendi della banda e quindi non del medico curante. Una volta accumulata una certa quantità del medicinale, circa mille pastiglie, i trafficanti provvedevano ad inviare un pacco, utilizzando normalmente i servizi offerti dai corrieri, verso gli Stati Uniti, prevalentemente nella zona di Boston. Sono state monitorate 21 spedizioni nel corso delle indagini. Le pastiglie, intercettate da complici nel luogo di destinazione, venivano poi smerciate al dettaglio sul mercato americano.

Durante le indagini i carabinieri del Nas di Cremona e del Nucleo Investigativo di Pavia hanno incontrato due volte in Italia i rappresentanti dell’Hsi (Homeland security investigations) con il supporto della Dcsa del Ministero dell’Interno italiano. Ciò ha consentito di avere riscontri sugli accertamenti che hanno tra l’altro permesso agli investigatori americani di agire nei confronti dei destinatari della merce. L’operazione si è conclusa con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 8 persone. Due sono irreperibili. In carcere sono finiti 3 italiani e 3 stranieri. (Ansa)

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