Catanese – anzi «catanesissimo», come si definisce lui con un sorriso -, medico chirurgo sposato con una concittadina, padre di 3 figli di 16, 14 e 12 anni, ha scelto di realizzare la sua carriera a Philadelphia, negli Usa, dove a 47 anni è professore associato alla Thomas Jefferson University, in attesa di promozione a docente ordinario, ed è direttore della Divisione di Chirurgia del Jefferson Methodist Hospital, uno dei 10 ospedali collegati all’ateneo.
Francesco Palazzo (nella foto, il primo da destra) però chiarisce subito a La Sicilia di non sentirsi in alcun modo un cervello in fuga, ma di “essere un professionista che ha avuto la fortuna di esercitare all’estero e di trovare delle porte aperte – per tempistica, volontà e un pizzico di bravura – che mi hanno consentito di scoprire una realtà che non conoscevo e di cui mi sono appassionato”.
L’ idea del prof. Palazzo e della moglie era quella di tornare in Italia e così è stato: “Ma ci siamo accorti che gli anni all’estero ci avevano cambiato, ci mancava qualcosa. Proprio allora, il mio vecchio capo di Philadelphia mi offrì un posto negli Usa e così siamo tornati qui nel 2011. All’ epoca sono entrato all’ università come assistant professor, nel 2016 sono diventato associato, mentre nel 2014 mi hanno promosso direttore della Divisione di Chirurgia del Jefferson Methodist Hospital”.
“Io sono orgogliosissimo della ottima formazione ricevuta dall’università di Catania durante il percorso di laurea – dice Palazzo a La Sicilia -, mentre invece la specializzazione, per motivi storici e culturali, l’ho vissuta un po’ come se lavorassi con il freno a mano tirato. La mia prima venuta negli Usa è stata quindi dettata dalla volontà di imparare dai migliori senza aspettare che arrivasse il mio turno. La seconda volta siamo venuti invece nel tentativo di continuare un cammino umano e professionale che avevamo iniziato: volevo fare la carriera universitaria e lavorare a un livello diverso”. Ma anche se il prof. Palazzo non è un cervello in fuga – scrive La Sicilia -, tanti invece lo sono: ed è un peccato regalare all’ estero dei giovani ottimamente preparati.

