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L’Unione Comunale del PD di Caltanissetta chiede un cambio di rotta nelle politiche regionali. “Diamo fiducia al segretario Raciti”

Redazione

L’Unione Comunale del PD di Caltanissetta chiede un cambio di rotta nelle politiche regionali. “Diamo fiducia al segretario Raciti”

Mer, 22/07/2015 - 14:25

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CrocettaAbbiamo salutato, nel febbraio 2014, con generale favore l’elezione del Segretario del PD siciliano, Fausto Raciti, nel segno di un’ampia condivisione, chiara indicazione di rinnovamento ed evidente volontà di rilancio dell’azione politica del partito nell’isola. Insieme alla speranza di cambiamento, avevamo però coscienza delle difficoltà a cui lo stesso Segretario andava incontro: forti resistenze conservatrici, difficoltà relazionali con il Governo della Regione e sicuro scontro con consolidati gruppi di interesse e di potere.
Da subito abbiamo registrato, insieme agli sforzi profusi per favorire il dibattito interno al partito, con Forum tematici ed Assemblee regionali, le problematiche di un partito diviso tra correnti ed interessi di parte, spesso poco interessato ad un reale e profondo rinnovamento nelle scelte e nei metodi dell’agire politico. Abbiamo, inoltre, rilevato un rapporto di sostegno al Governo Crocetta sofferto, contrastato, in alcuni momenti tempestoso, che ha visto nascere e morire crisi temporanee, superate solamente con nuovi posizionamenti e nuovi ingressi (36 nuovi assessori in circa 30 mesi di Governo). Tali soluzioni non ci hanno quasi mai dato l’impressione che rappresentassero le scelte più opportune per il rilancio dell’azione riformatrice di Governo, ma piuttosto la volontà prevalente di ricercare nuovi equilibri e di consolidare vecchie e nuove alleanze.
In questo momento gran parte dei nostri iscritti, simpatizzanti e dirigenti di partito ha difficoltà a comprendere quali risultati abbiamo raggiunto e quali innovazioni abbiamo portato, dopo trenta mesi di Governo della Regione, nei diversi settori strategici per l’economia e lo sviluppo del nostro territorio. Vi è una generale convinzione che il bilancio sia assolutamente magro, anche alla luce delle aspettative riposte, senza un reale cambio di passo nei settori più nevralgici come: rifiuti, politiche energetiche, turismo, ambiente, agricoltura, tutela e valorizzazione delle aree protette, sanità, politiche di sviluppo e lavoro, infrastrutture e viabilità regionale (vergognoso è ad esempio che, dopo oltre tre mesi, non si riesca ancora a far partire i lavori per ripristinare l’interruzione della A19, che in una nazione normale sarebbero dovuti già essere stati completati), etc.; su molti settori poi si è preferito smantellare (cosa facile e di sicura ricaduta mediatica), senza avere avuto d’altra parte una chiara progettualità (ex Province, Formazione, ATO Rifiuti, etc.). Oggi registriamo un diffuso malcontento, nei nostri confronti anche a livello territoriale, di interi comparti, che hanno visto diminuire le loro certezze e a cui non siamo, sinora, stati in grado di fornire soluzioni che coniugassero discontinuità con il passato e risposte efficaci, credibili ed innovative. A tal proposito e in merito al DDL sulle riforma delle ex Province, ora Liberi Consorzi comunali, che è stato da poco già incardinato all’ARS, cogliamo l’occasione per rivolgere alle nostre rappresentanze istituzionali un pressante invito a seguire, con particolare attenzione, l’iter di approvazione, affinché venga esitata la suddetta legge, ma anche e soprattutto vengano attribuite adeguate competenze, tutelando i diritti e i livelli occupazionali esistenti.
I dati ci raccontano poi che il resto dell’Italia, al contrario della nostra isola, dopo la lunga crisi economica, sembra essere faticosamente e lentamente ripartito; nella penisola le imprese hanno fatto, rispetto a maggio 2014, circa 200.000 nuove assunzioni, mentre in Sicilia il Jobs Act ne ha fatto registrare poco oltre 8.000. Allo stesso tempo anche gli altri indicatori macro economici continuano a segnalare una generale stasi se non un arretramento.
Oggi scriviamo: dopo le traumatiche dimissioni dell’Assessore alla Sanità Lucia Borsellino, con la conseguente ennesima crisi, che ha portato il PD siciliano sull’orlo della fuoriuscita dal Governo della Regione; dopo la “sofferta” sostituzione della Borsellino con il nostro Capogruppo PD all’Ars Baldo Gucciardi, che ha di fatto impegnato maggiormente il PD all’interno della Giunta di Governo; dopo il terremoto causato dalle intercettazioni pubblicate dalla stampa, che coinvolgono in prima persona il Presidente della Regione Siciliana e alcuni suoi fidati amici e collaboratori; dopo le recentissime dure dichiarazioni di Manfredi e Lucia Borsellino.
In merito alle dimissioni di Lucia Borsellino vogliamo rivolgere alla stessa un sentito ringraziamento per la sua competenza prestata e per quanto è riuscita a realizzare nel tempo del suo incarico amministrativo, ma anche una vicinanza per la difficile decisione che ha dovuto assumere. Sulle intercettazioni mai smentite evidenziamo la rappresentazione di uno scenario preoccupante e dai contorni oscuri, su cui va fatta chiarezza, mentre sulla veridicità delle intercettazioni pubblicate dall’Espresso prendiamo atto delle chiarissime prese di posizione del Procuratore Lo Voi e degli altri magistrati della Procura di Palermo.
Il giudizio sull’esperienza del Governo Crocetta è comunque politico e va espresso sulla perdita dei suoi originari tratti innovativi e distintivi, anche e non solo per le dimissioni di Lucia Borsellino. Vogliamo dire con chiarezza che a nostro parere, alla luce di quanto avvenuto, ma anche per gli scarsi risultati ad oggi riportati, sia stato un ulteriore errore il maggior coinvolgimento del Partito Democratico nell’attuale Governo della Regione.
Riteniamo altresì che il Partito Democratico siciliano abbia smarrito oggi le sue radici e lo spirito costitutivo, lasciando il campo ad una parte di classe dirigente che ha spesso mirato agli interessi personali di cordata, eludendo i circoli e i territori, approfittando della fiducia degli elettori; un PD che si è aperto verso uno spazio indefinito, fatto anche di opportunisti che si sono appropriati delle leve del comando, grazie a degli attivatori di sistema e ad abilissimi tessitori di pseudo maggioranze trasversali di potere.
Gli iscritti nei vari circoli, che sono e hanno realmente fatto la storia del nostro partito, sono stati invece relegati alla marginalità, trattati come prima linea da sacrificare nei territori e per i quali i rappresentanti istituzionali non hanno quasi mai profuso reale interesse, se non per la ricerca dei consensi.
Noi ribadiamo la nostra fiducia in Fausto Raciti e siamo sicuri che nel Partito Democratico, regionale e nazionale, esistono le risorse, la passione politica, le capacità e la volontà di rilanciare il nostro ruolo nella società siciliana, eliminando i riti obsoleti della politica e ridiscutendo la sua peculiare natura, i suoi valori di riferimento, le sue aspirazioni e le possibili alleanze. Chiediamo però a tutti i Dirigenti regionali del partito di ascoltare di più gli iscritti e la base elettorale del PD siciliano, fortemente disorientata, ma anche le giuste rivendicazioni e critiche dei diversi segmenti e comparti della nostra comunità.

​Il DIRETTIVO

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