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Il protocollo-farsa dell’Amministrazione Sanfilippo contro l’evasione fiscale. Filippo Falcone scrive a Orlando: “Fuori il comune di Sommatino dall’Anci Sicilia”

Redazione

Il protocollo-farsa dell’Amministrazione Sanfilippo contro l’evasione fiscale. Filippo Falcone scrive a Orlando: “Fuori il comune di Sommatino dall’Anci Sicilia”

Gio, 09/07/2015 - 09:18

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imageSOMMATINO – Continua la battaglia di Filippo Falcone contro l’evasione fiscale a Sommatino. Dopo la lettera al Vice presidente della Commissione nazionale antimafia on. Claudio Fava, adesso una missiva giunge anche al Presidente dell’Anci-Sicilia Leoluca Orlando (che è attualmente Sindaco di Palermo). Orlando, ricordiamo, oltre a presenziare, nel passato, ad alcune presentazioni di libri-denunzia dello stesso Falcone, riconoscendo il suo prestigio politico e culturale, lo aveva voluto candidato alle ultime politiche, nella lista Rivoluzione Civile-Ingroia per la Camera dei deputati, spendendo per l’ex consigliere provinciale sommatinese, parole di stima e apprezzamento, durante la presentazione della lista a Caltanissetta.
Ad Orlando, Falcone chiede – portando avanti la sua battaglia di legalità – la sospensione del Comune di Sommatino dall’Associazione dei Comuni Siciliani, presieduta proprio dal Sindaco di Palermo.
Falcone ritorna sull’evasione fiscale nel Comune di Sommatino, evidenziando di come di fronte alle tasse comunali (ultima quella sui rifiuti): “mentre gli onesti cittadini andranno a pagare, da anni risulta ormai che l’Amministrazione comunale, retta da certo Crispino Sanfilippo, non recuperi più i tributi evasi. Cosa altrettanto grave è che, per far la quadra, seppur formale, dei bilanci comunali, vengono annualmente poste delle voci di entrata inerenti tali recuperi di tasse evase, che però rimangono regolarmente lettera morta. Tutto ciò, supportato da documenti ed atti, è stato più volte, a suo tempo, reso noto anche alla Procura della Repubblica, Prefettura e Comando provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta”.
E continua: “Si tratterebbe di comportamenti omissivi, da parte dell’Amministrazione comunale e degli uffici preposti – ufficio tributi per le imposte e ufficio tecnico per le sanatori edilizie abusive – rimasti impuniti nel tempo, con evasione per anni di imposte dovute e non pagate, in dispregio ad ogni cittadino onesto. Ci si troverebbe di fronte, dunque, ad omissioni gravi, posti in essere da rappresentanti di una pubblica amministrazione, con il rischio di incorrere nei reati di omissioni in atti d’ufficio e danno erariale”.
Tali comportamenti, qualora accertati (e lo si può fare facilmente), prevedrebbero anche una possibile sospensione dei responsabili e dello stesso primo cittadino; se non più garante delle regole amminitrativo-contabili, così come secondo le stesse norme del Codice penale.
Falcone, nella sua lettera, si chiede come mai in un Comune della Repubblica italiana, i cittadini onesti debbano pagare le tasse e gli evasori, vecchi e nuovi, debbano invece continuano a farla franca, coperti da probabili atteggiamenti omissivi?
Il paradosso della vicenda chiama in causa, seppur indirettamente, anche l’Anci-Sicilia, impegnata da tempo in prima linea sulla lotta all’evasione fiscale. Nei mesi scorsi risulta infatti che il Comune di Sommatino è stato tra gli enti che hanno siglato l’adesione ad un protocollo d’intesa tra Regione siciliana, Anci regionale e Agenzia delle entrate, nientemeno che per “il contrasto all’evasione”; salvo poi non perseguire gli evasori, nonostante specifiche e dettagliate denunzie. Una farsa insomma, posta in essere dalla attuale Amministrazione comunale.
A Sommatino, dunque, nonostante i protocolli d’intesa, solo i cittadini onesti continuano a pagare le tasse, per tutti gli altri è facoltativo.
Conclude Falcone, rivolto ad Orlando: “Riconoscendo la Sua sensibilità e coerenza sui temi della legalità, nella qualità di Presidente dell’Anci-Sicilia si chiede, in forza all’art. 2 dello Statuto, di proporre al Consiglio direttivo la decadenza del Comune di Sommatino. Ciò, fintanto eventuali omissioni contabili-amministrative non vengano accertate ed eventualmente riportate nell’alveo della trasparenza.
Falcone, fa inoltre sapere che continuerà la sua battaglia di equità, seppur ormai non più impegnato nella politica attiva, convinto che non siano accettabili situazioni per le quali leggi dello Stato si applichino per taluni cittadini e non per altri. Ciò, sino a quando – scrive ancora – “dalle mie parti, non sarà ripristinata la legalità”.
Filippo Falcone

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