Salute

Niscemi, sindaco chiede unità di rianimazione per ospedale: “Tagliano posti letto nei nosocomi pubblici e non in quelli privati; come mai?”

Redazione

Niscemi, sindaco chiede unità di rianimazione per ospedale: “Tagliano posti letto nei nosocomi pubblici e non in quelli privati; come mai?”

Sab, 14/02/2015 - 15:33

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NISCEMI – “Come mai si continuano a tagliare posti letto e servizi sanitari negli ospedali pubblici e non in quelli privati”? Se lo chiede il sindaco Francesco La Rosa che da 28 giorni, per la grave carenza di personale medico, infermieristico, ausiliario e di autisti d’ambulanza, attua il presidio permanente del nosocomio niscemese, affiancato da assessori, dalla presidenza del Consiglio comunale, da consiglieri comunali, sindacati del comparto sanità, associazioni di volontariato e liberi cittadini.

Riferendosi ai contesti della morte della piccola Nicole verificatasi mentre veniva trasferita con un’ambulanza da Catania a Ragusa nell’unica Utin del distretto orientale che aveva “termoculle” disponibili,  il sindaco Francesco La Rosa aggiunge:”chiedo che venga anche istituita un’unità di rianimazione all’Ospedale “Suor  Cecilia Basarocco” di Niscemi, poiché deve garantire un’adeguata assistenza sanitaria ad una popolazione di 28 mila abitanti.

Non è possibile che si possa rischiare di morire per la mancanza di posti letto nelle unità operative di rianimazione dei centri ospedalieri metropolitani di eccellenza.

Ritardi nelle prestazioni di soccorso e turni d’attesa di ore ed ore, che non si possono più tollerare, perché a volte anche un solo minuto è importante per la salvezza di vite umane.

I tagli alla sanità ospedaliera sono anticostituzionali, perché la vita umana non può essere considerata come merce sulla quale potere risparmiare e fare a meno applicando la spending rewiew.

Ecco perché insieme agli altri sindaci ci accingiamo a fare rete per porre fine a questa vergogna ed a tutela del diritto alla salute delle nostre popolazioni.

Insieme a tanti altri colleghi sindaci, cercheremo di impedire la chiusura ed il depotenziamento di ospedali.

L’Unità di ostetricia e ginecologia all’ospedale di Niscemi è stata chiusa per una quantità di nascite  inferiore a 500 all’anno, quando adesso accade che dei 360 neonati circa all’anno che venivano dati alla luce a Niscemi, soltanto 80 ne nascono nei vicini ospedali che fanno parte dell’Asp 2, mentre gli altri 280 vengono partoriti negli ospedali del comprensorio che fanno parte di altre Asp.

Quanto paga l’Asp 2 alle altre Asp per le 280 nascite di bambini niscemesi che nascono fuori Asp 2?”, si chiede il primo cittadino, “non sarebbe stato meglio e più economico mantenere aperto il punto nascite a Niscemi?

Sono dispiaciuto”, conclude il primo cittadino, “per le dimissioni dell’assessore regionale alla sanità  Borsellino con la quale avevo aperto un dialogo per risolvere i problemi della sanità niscemese.

Mi auguro che il prossimo assessore regionale alla sanità, sia disponibile al dialogo come lo è stato l’assessore Borsellino”.

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