Salute

Tragedia di Casteldaccia, Comitato regionale INPS Sicilia: “Non si può più consentire che il lavoro sia connotato dall’aggettivo “mortale”

Redazione

Tragedia di Casteldaccia, Comitato regionale INPS Sicilia: “Non si può più consentire che il lavoro sia connotato dall’aggettivo “mortale”

Lun, 13/05/2024 - 10:49

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Quella di Casteldaccia è l’ennesima tragedia che andava certamente evitata e che oggi, come tutte le altre, ci lascia attoniti e sgomenti. Pensiamo ai cinque operai morti, ai due superstiti ed alle loro famiglie e mentre vogliamo far sentire loro tutta la nostra vicinanza, chiediamo, con forza, che si giunga ad una urgente stagione di misure volte a garantire che tutto questo non succeda mai più”: così, la Presidente del Comitato Regionale INPS Sicilia Valeria Tranchina, a proposito dell’incidente sul lavoro che lo scorso 6 maggio è costato la vita a cinque operai che, a Casteldaccia, stavano effettuando dei lavori in una vasca interrata dell’impianto di sollevamento delle acque reflue dell’Amap.

Nella seduta di venerdì scorso – continua la Presidente – il Comitato ha approvato un documento contenente proposte e contributi per intervenire in modo deciso affinchè la nostra legislazione italiana in materia di salute e sicurezza sul lavoro, da più parti ritenuta una delle migliori al mondo, sia effettivamente e puntualmente osservata ed applicata”.

I numeri analizzati venerdì scorso dall’organismo INPS sono impressionanti: solo in Sicilia, nel decennio 2013-2023 si contano oltre 800 morti e un numero sconfinato di richieste di malattie professionali, tutto questo senza considerare i mancati incidenti (“Near Miss”). Muovendo proprio da questi dati statistici, le Organizzazioni sindacali e le Associazioni Imprenditoriali componenti il Comitato Regionale INPS hanno approvato un documento, nel quale sostengono le seguenti proposte:

  • conferire centralità ai contratti a tempo indeterminato e rafforzare la lotta al lavoro precario che rappresenta un rischio per la sicurezza sul luogo di lavoro;
  • estendere il cosiddetto DURC congruo, già in vigore nel settore dell’edilizia, a tutti gli altri settori in maniera da stabilire un adeguato rapporto tra l’opera da realizzare e numero di addetti a essa destinata;
  • introdurre il sistema della qualificazione e classificazione delle imprese e della patente a punti coinvolgendo nelle eventuali sanzioni, in caso di morte e/o infortunio grave non solo l’azienda da cui dipende il lavoratore ma anche l’azienda appaltante;
  • rendere obbligatorio il caricamento dei dati concernenti, i mancati incidenti nella piattaforma “Near Miss” gestita da INAIL e prevedere maggiori investimenti da parte dell’Istituto INAIL sulla sicurezza;
  • ridurre la formazione e-learning ed incentivare quella in presenza. Ed ancora, rafforzare l’attività di verifica e controllo rispetto all’effettiva fruizione della formazione, informazione e addestramento obbligatori e sulla conformità degli enti erogatori;
  • adeguare la pianta organica degli ispettori del lavoro in Sicilia;
  • prevedere l’obbligo formativo per i datori di lavoro da assolvere prima dell’avvio delle attività d’impresa;
  • favorire la piena condivisione delle banche dati e dare piena funzionalità al Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione;
  • finanziare progetti ex-curriculari presso le scuole di ogni ordine e grado sulla prevenzione e la sicurezza sul lavoro;
  • consentire agli Enti bilaterali alle aziende di piccole dimensioni di suggerire modelli organizzativi aziendali riguardanti la salute e la sicurezza sul lavoro.

Basta parlare di fatalità, di accadimento doloroso, basta nascondersi dietro le parole e le frasi di circostanza – conclude la Presidente Tranchinail lavoro serve a ben altro, serve a garantire dignità e libertà, così come il miglioramento delle condizioni di vita per i lavoratori e per le loro famiglie.”

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