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Catania, la ciminologa Roberta Bruzzone: “Madre ha ucciso brutalmente per riavere la libertà”

Redazione

Catania, la ciminologa Roberta Bruzzone: “Madre ha ucciso brutalmente per riavere la libertà”

Mar, 14/06/2022 - 17:09

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“Non ho mai creduto alla storia del rapimento: la ricostruzione fatta dalla madre era inverosimile, grossolana. Uomini incappucciati che rapiscono una bambina si vedono nei film”. Lo dice a LaPresse Roberta Bruzzone (nella foto), criminologa investigativa e psicologa forense, in merito al caso di Martina Patti, la giovane madre di Mascalucia, in provincia di Catania, che ha confessato di aver ucciso la figlia, di neanche 5 anni, inventando in un primo momento un falso rapimento della piccola da parte di tre uomini armati e incappucciati: “Per questo quando ha confessato di essere lei l’assassina la cosa non mi ha per nulla stupito”.

Tra le motivazioni che possono aver spinto la giovane a compiere “il peggiore dei crimini”, Bruzzone ipotizza “che la piccola fosse diventata difficile da gestire” e che la madre avesse “una personalità disturbata” tale da “dapprima fantasticare e poi pianificare lucidamente l’eliminazione della figlia”. Secondo la criminologa c’è la possibilità che la giovane donna “desiderasse una vita diversa da quella che si era ritrovata a vivere con la maternità” e “volesse tornare alla libertà che aveva prima, quella della maggior parte delle giovani della sua età”.

Madri come Martina Patti “si sentono inadeguate ma hanno il terrore di chiedere aiuto”, prosegue Bruzzone che, in merito alla confessione della donna, spiega come in certi casi la “volontà di farla franca spesso si infranga contro il senso di colpa che riemerge”. 

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