L’Italia perde due posizioni nel ranking globale dell’attrattivita’ per investimenti e imprese, pur migliorando il proprio punteggio, ma spicca sotto il profilo della sostenibilita’.
E’ quanto emerge dall’ edizione 2021 del Global Attractiveness Index diffuso da The European House Ambrosetti e che beneficia dell’audit indipendente condotto dal Centre on Composite Indicators and Scoreboards del Joint Research Centre della Commissione Europea e del contributo di un Comitato Scientifico composto da Ferruccio de Bortoli, Lorenzo Bini Smaghi, Roberto Monducci ed Enrico Giovannini. L’indice mappa 148 economie del mondo e cerca di cogliere in che modo cambia la geografia dell’attrattivita’ al variare della velocita’ di ogni Paese rispetto agli altri, non solo rispetto a se’ stessi.
L’Italia scende dal 18esimo al 20posto ma mantiene una attrattivita’ medio-alta con un punteggio che passa da 59,50 del 2020 a 61,32 del 2021: questo miglioramento consente di recuperare altro terreno su Germania, Francia e Paesi Bassi come gia’ avvenuto negli ultimi anni. In un quinquennio comunque l’Italia e’ salita di 5 posizioni nel ranking. Sono soprattutto le aspettative di crescita e la sostenibilita’ a sostenere le prospettive del Paese in termini di attrattivita’. Proprio sulla sostenibilita’ l’Italia, dice l’indagine, costituisce un esempio virtuoso in Europa.
L’Europa, per quanto riguarda il quadro globale fornito dall’indice, mantiene una elevata attrattivita’ ma sembra minacciata dall’avanza di Nord America e Asia Pacifico.
Fra il 2009 e il 2019 la percentuale europea di investimenti diretti esteri sul totale globale e’ scesa al 24% (dal 40%) mentre l’America del Nord e’ passata dal 13% al 20% e l’area ASEAN dal 3% al 12%’. Il lavoro segnala pero’ che negli ultimi cinque anni 20 Paesi Ue su 27 hanno migliorato o comunque mantenuto stabile la propria attrattivita’.

