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Operazione “Agorà”. Il Procuratore Lari:”Le vittime devono ribellarsi”

Redazione

Operazione “Agorà”. Il Procuratore Lari:”Le vittime devono ribellarsi”

Mar, 12/02/2013 - 12:21

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CALTANISSETTA – “Le vittime devono ribellarsi. Abbiamo distrutto i vertici di Stidda e Cosa nostra ma devono essere i cittadini a dire basta”. Cosi’ il procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari durante la conferenza stampa sull’operazione “Agora'” che ha colpito con 18 arresti un clan della Stidda. L’organizzazione, assieme a Cosa nostra, imponeva il pizzo a tappeto, ma anche assunzioni e tangenti su alcuni appalti, smerciava droga e avrebbe anche condizionato le amministrative del 2010. In quella tornata elettorale gli affiliati al clan appoggiarono un aspirante consigliere comunale. In cambio dei voti, venivano offerti buoni benzina.

“Era un clan pericoloso”, ha sottolineato il procuratore aggiunto Domenico Gozzo, che ha citato “un’intercettazione in cui due componenti dell’organizzazione decidono di piazzare una bomba davanti ad un negozio per intimidire il commerciante, il quale capisce da chi gli arriva il messaggio ma non ha prove concrete per sollevare accuse. Tuttavia -ha aggiunto Gozzo- Stidda e Cosa nostra a Gela stanno attraversando un periodo difficile. Si sente l’assenza di un capo carismatico. Cosa nostra e Stidda assomigliano sempre piu’ alla Camorra. All’interno vi sono dei dissidi e gruppi autonomi.”. A comandare la cosca era Emanuele Palazzo, il quale secondo gli inquirenti prendeva pero’ ordini del cognato, Paolo Di Maggio, che era in carcere. E’ stato proprio seguendo gli spostamenti di Palazzo, che era solito oziare in piazza San Francesco, davanti al Comune, che gli inquirenti sono riusciti a risalire all’organigramma della cosca e ai ruoli ricoperti da ogni componente.

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