Stizza e collera provocano in Salvatore Calà le recenti accuse dell’opposizione sul neonato museo in particolare le denunce su una futura parentopoli che potrebbe consumarsi prossimamente nel segreto delle stanze municipali. Un piano di nuove assunzioni di operatori da impiegare all’interno dell’Antiquarium; figure- secondo quanto presagite dagli esponenti della minoranza- che saranno pescate nella cerchia di amici e parenti degli stessi amministratori. “Per tali affermazioni credo che vi possano esserci gli estremi per una querela, anzi in base a quanto da loro sostenuto meriterebbero di essere querelati”. Ma il sindaco non intende passare alle carte bollate, almeno non adesso. “Potrei farlo, ma in questo momento non ho né il tempo né l’intenzione”. Per Calà rimangono gravi le affermazioni degli otto consiglieri della minoranza. “Si tratta di accuse preventive su fatti futuri. Delle baggianate, questioni inventate di sana pianta. Come si può credere a una denuncia preventiva su fatti totalmente inventati? I consiglieri della minoranza forniscono notizie completamente false, fondate sul niente. Si tratta di attacchi pietosi”. “D’altronde- aggiunge- tutti sanno che è impossibile per il nostro ente fare delle nuove assunzioni. Allora di cosa stiamo parlando?”. Lo stesso punto di vista espresso dall’assessore alla Cultura Enzo Nucera. E per mettere chiarezza sulla faccenda, l’inquilino di palazzo di città ha indetto per la mattinata di domani una conferenza stampa. Tra i temi al centro nell’incontro con i giornalisti, oltre alla querelle sull’inaugurazione del museo e sul futuro della struttura, pure la vicenda relativa alle variazioni al Piano commerciale fortemente osteggiate dagli esercenti che gravitano attorno al viale Sorce. Intanto, sempre su questa storia, il sindaco smentisce alcune frasi riportate nell’intervista pubblicata ieri da questo giornale. “Non ho mai voluto invitare gli esercenti della zona a denunciare i consiglieri comunali. Ho soltanto voluto informare i commercianti che il provvedimento è stato firmato dai consiglieri, che si tratta quindi di una delibera del Consiglio comunale nata su proposta di un consigliere. Non voglio per questo mettermi da parte e sfuggire al confronto con i commercianti, così come non mi auguro che qualcuno pensi di denunciare i consiglieri per il loro atto”.
di Redazione 3
Gio, 05/03/2026 - 12:17

