È passata in giudicato la sentenza n. 2941/2025 del TAR Lombardia che ha annullato la delibera regionale sul riconoscimento semplificato dei titoli medici conseguiti all’estero. Sono infatti decorsi i termini per l’eventuale appello da parte della Regione, rendendo la decisione definitiva e incontestabile.
La pronuncia, ottenuta anche grazie al ricorso promosso dalla FNOMCeO e dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano, mette la parola fine alla procedura introdotta dalla Regione Lombardia che prevedeva un riconoscimento sostanzialmente formale dei titoli esteri, senza una verifica approfondita delle competenze professionali. Secondo quanto stabilito dai giudici amministrativi, la Regione aveva ecceduto i limiti della deroga prevista dalla normativa nazionale, introducendo una disciplina alternativa che di fatto bypassava le verifiche sostanziali delle competenze e le garanzie previste per l’accesso alla professione medica.Webinar medicina
“Con questa sentenza diventa finalmente incontestabile che non è possibile riconoscere titoli conseguiti all’estero senza una verifica reale delle competenze professionali – commenta il presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, Roberto Carlo Rossi –. La deroga prevista dalla normativa nazionale consente alle Regioni di accelerare le procedure, ma non di rinunciare alle verifiche attitudinali, alla valutazione della preparazione e all’iscrizione all’Albo. Sono passaggi essenziali per garantire la sicurezza delle cure e la tutela della salute dei cittadini”.
Il TAR ha infatti chiarito che la procedura derogatoria prevista dall’art. 15 del D.L. 34/2023 non può tradursi in un abbassamento degli standard: il riconoscimento dei titoli esteri deve comunque prevedere un accertamento sostanziale delle competenze, in linea con la normativa nazionale ed europea. Nei fatti, la delibera lombarda consentiva il riconoscimento sulla base di criteri meramente formali e documentali, arrivando a compensare eventuali carenze formative con anni generici di esperienza professionale, senza una reale verifica della preparazione clinica.
Un’impostazione che, secondo i giudici, esponeva la collettività al rischio di prestazioni sanitarie erogate da professionisti non adeguatamente qualificati. La decisione del TAR, ora definitiva, rafforza dunque un principio già sostenuto con forza dall’Ordine dei Medici di Milano: non possono esistere scorciatoie quando in gioco c’è la sicurezza delle cure.Webinar medicina

