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Palermo, inchiesta sui fondi Ue all’Università: Codacons e UniCodacons annunciano la costituzione di parte offesa

Redazione 3

Palermo, inchiesta sui fondi Ue all’Università: Codacons e UniCodacons annunciano la costituzione di parte offesa

Mer, 01/04/2026 - 12:20

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In relazione all’inchiesta che coinvolgerebbe l’Università di Palermo, Codacons e UniCodacons (Osservatorio per la Qualità dei Servizi Accademici) annunciano la costituzione di parte offesa e spiegano che seguiranno con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda.Le due associazioni evidenziano che, secondo quanto emerso dalle notizie diffuse in queste ore, l’indagine della Procura europea riguarderebbe presunte irregolarità nella gestione di fondi europei destinati alla ricerca e coinvolgerebbe 23 indagati tra professori, ricercatori e imprenditori. Codacons e UniCodacons osservano inoltre che, nelle ricostruzioni giornalistiche, si farebbe riferimento a progetti ritenuti inesistenti o irregolarmente rendicontati, oltre che a contestazioni relative a costi, forniture e impiego di risorse pubbliche destinate ad attività di ricerca.Le associazioni precisano inoltre che, secondo quanto riportato dagli organi di informazione, per alcuni indagati sarebbero state richieste misure cautelari, successivamente respinte dal giudice per le indagini preliminari, mentre sulla vicenda risulterebbe proposto ricorso al Tribunale del Riesame.Alla luce di tale quadro, Codacons e UniCodacons affermano di ritenere doveroso intervenire sin da subito a tutela dell’interesse collettivo, della trasparenza e del corretto impiego delle risorse pubbliche, tanto più in un ambito delicato come quello della ricerca universitaria.Le due associazioni aggiungono che il loro intervento avverrà nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza e delle garanzie previste dall’ordinamento, essendo rimesso esclusivamente all’autorità giudiziaria l’accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità.Codacons e UniCodacons sottolineano infine che, qualora l’impianto accusatorio dovesse trovare conferma nelle sedi competenti, ci si troverebbe davanti a un quadro di particolare gravità, suscettibile di arrecare un danno non solo al corretto impiego delle risorse pubbliche ed europee, ma anche alla ricerca scientifica in generale e alla stessa comunità scientifica, oltre a compromettere il rapporto di fiducia tra cittadini, università e sistema della ricerca.

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