A poco meno di due mesi dall’inizio di quel terremoto sui social, e non solo, scatenato da Fabrizio Corona, che è partito con attacchi ad Alfonso Signorini finendo per tirare in ballo Mediaset, famiglia Berlusconi compresa, l’ormai ex re dei paparazzi e creatore del format ‘Falsissimo’ è stato espulso dal web. Il cartellino rosso è arrivato dopo un pressing legale del gruppo del Biscione. Stamani, infatti, i principali colossi della Rete, come raramente accade, hanno bloccato i suoi profili e fatto tabula rasa dei video che ancora circolavano.
In particolare, Google ha rimosso tutti i contenuti di “Falsissimo” da YouTube, mentre Meta ha chiuso tre account Instagram, quello personale dell’ex agente fotografico e due della trasmissione on line, che aveva raccolto nel tempo milioni di visualizzazioni. Eliminato, sempre dal gruppo di Zuckerberg, anche il profilo Facebook, così come quello presente sul social cinese TikTok.
“Abbiamo rimosso gli account per violazioni multiple degli Standard della community”, ha chiarito un portavoce di Meta. L’ufficio legale di Mediaset aveva fatto presente ai giganti digitali, attraverso diffide, che c’erano state plurime violazioni da parte del 51enne – salito alla ribalta quasi vent’anni fa con Vallettopoli – sia sul copyright che per contenuti diffamatori e messaggi di odio. “E’ un’operazione di censura impressionante, degna di altri Paesi non democratici”, ha affermato lo storico legale di Corona, Ivano Chiesa. “Le persone hanno capito che l’obiettivo era solo quello di metterlo a tacere e io vedo, quando mi fermano in strada, che sono tutti con Fabrizio”, ha aggiunto il difensore, che sta valutando ora una causa civile nei confronti delle tre piattaforme per violazioni contrattuali e non solo, proprio per quelle decisioni unilaterali di mettere alla porta un utente da un giorno all’altro.
“E’ a rischio la libertà di parola, bisogna ribellarsi”, ha spiegato il difensore, mentre Corona sembra puntare a rafforzare per ora la sua presenza su Telegram. In sostanza, dopo diffide e denunce in serie, Google, Meta e TikTok, come forma di autotutela da eventuali altre azioni, hanno optato per le “rimozioni”. Corona non si era fermato, nemmeno dopo uno stop del Tribunale civile, e ieri sera aveva pubblicato di nuovo su YouTube la puntata in cui andava a colpire noti conduttori di trasmissioni Mediaset e i Berlusconi, tornando a mettere nel mirino pure Signorini.
Nei giorni scorsi il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi, con una diffida per violazione di copyright, era riuscito ad ottenere la rimozione di quell’ultima puntata. Corona, però, dopo averlo annunciato con video e post, l’ha ripubblicata. In più, ha aggiunto una parte sempre sul conduttore, a suo dire al centro di un “sistema di ricatti e favori sessuali richiesti”. Il 26 gennaio, il giudice Roberto Pertile con un provvedimento di “inibitoria” gli aveva ordinato di cancellare quei contenuti “diffamatori”, di non pubblicarne altri e di consegnare il materiale.
I legali del giornalista, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, hanno presentato diverse denunce e lamentato subito violazioni dell’ordinanza civile, contro cui la difesa di Corona ha pronto un reclamo da depositare. Nel frattempo, in Procura si sono intrecciati più filoni di indagini, che vanno dalle accuse di revenge porn e diffamazione aggravata a carico dell’ex re dei paparazzi su querela di Signorini, alle contestazioni di concorso in diffamazione e ricettazione per manager di Google, fino alla tranche per violenza sessuale ed estorsione che vede indagato l’ex conduttore del Grande Fratello, denunciato dall’ex concorrente GF Vip Antonio Medugno.
Corona ieri, intanto, ha rilanciato parlando di altre due denunce (ai pm risulta quella di Medugno). E ha fatto ascoltare un audio di Stefano Bettarini, ex calciatore e anche lui ex GF Vip, il quale avrebbe detto di avere informazioni che vuole riferire solo ad un magistrato. Così, da quanto si è saputo, potrebbe essere ascoltato nel filone in cui è iscritto Signorini, coordinato dai pm Letizia Mannella e Alessandro Gobbis.

