Il 22 gennaio l’autrice Mariangela Galante ha incontrato per la prima volta gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Lozzo Atestino (PD), coinvolgendo quattro classi terze in una mattinata che è diventata un laboratorio di idee più che una semplice presentazione del libro “Ma tu che lavoro fai?”.
L’incontro ha segnato l’avvio del percorso di “Ma tu che lavoro fai?” nelle scuole e la risposta degli studenti è stata immediata, curiosa, partecipata.

Galante ha scelto di lavorare con i ragazzi attraverso tre laboratori pratici, pensati per tradurre in esperienza diretta i temi centrali del testo. Un’impostazione che ha funzionato, come dimostrano le domande continue, le riflessioni condivise e la naturalezza con cui gli alunni si sono messi in gioco.
Il primo laboratorio, “Alleniamo la cittadinanza digitale”, ha portato la discussione su un terreno familiare ma spesso poco esplorato con consapevolezza: l’uso del digitale, le responsabilità online, l’identità che si costruisce anche attraverso uno schermo.
Da qui il passaggio è stato naturale verso “Caro me tra 10 anni…”, un esercizio di immaginazione e scrittura creativa che ha spinto i ragazzi a guardarsi avanti, a interrogarsi su desideri, paure, possibilità. Non un tema sul futuro inteso come destino, ma come possibilità concreta, da riempire con scelte e tentativi.
Il terzo laboratorio, “Il lavoro si costruisce”, ha chiuso il cerchio. Partendo da alcune letture ad alta voce tratte dal libro, l’autrice ha guidato le classi in una riflessione concreta sul significato del lavoro oggi: non solo professioni, ma competenze, percorsi non lineari, cambiamenti, paure. Il lavoro come processo, non come etichetta. Anche qui, le domande degli studenti hanno scandito il ritmo dell’incontro, dimostrando quanto il tema sia sentito già in questa fascia d’età.
Ma tu che lavoro fai? si è confermato così per quello che ambisce, anche, ad essere: un ponte tra scuola e mondo del lavoro, tra formazione e realtà, tra ciò che si studia e ciò che si diventa. L’appuntamento di Lozzo Atestino, Istituto Comprensivo guidato dal DS Alfonso D’Ambrosio, è stato il primo di una serie di incontri scolastici già in programma, che porteranno il libro a dialogare con altri studenti e altri contesti.
“Una riflessione su tutte: quando le domande giuste arrivano presto, vale la pena iniziare ad ascoltarle, e a lavorarci insieme. Questi ragazzi si fanno già domande a 12-13 anni e io sono stata onorata di averli guidati nell’orientamento, disegnando una strada davanti a loro che sicuramente non sarà mai battuta e lineare. Ma così è la vita. Ringrazio nuovamente tutta la Dirigenza di una scuola pluripremiata e fiore all’occhiello del nostro tessuto scolastico nazionale.” – conclude Galante.

