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“Raffi” su quel nostro leone di pietra (di Salvatore Vaccaro)

Redazione

“Raffi” su quel nostro leone di pietra (di Salvatore Vaccaro)

Mer, 10/04/2024 - 09:58

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Gli scavi del 1956 e, poi, dal 1983, hanno portato alla luce una fortezza medioevale con qualche moneta araba d’oro di Sebastiana Lagona, sull’alta roccia di Raffi, sormontata da un torrione circolare da cui si domina nella valle del Salito… e si gode di un panorama con un paesaggio indimenticabili! In basso, si rivede della scoperta nel santuario rupestre nella Dea Demetra, con altare rettangolare, due colonne ai lati e con dei lavabi purificatori scavati nella pietra. Più in alto poi le cisterne, le fondamenta della basilica monoabsidata bizantina ed alcune abitazioni, in particolare di una scaletta a chiocciola scavata nella roccia e che serviva forse a scendere nella area sacra della spianata, all’interno di un complesso formato da due ambienti rettangolari di cui uno incavato nella roccia con muri laterali a secco e cisterna. Ma, purtroppo, tutti i reperti di questi scavi, ceramica, lucerne e statuette della dea Demetra, di cui due vasi ed alcune statue più grandi di terracotta trovati ai piedi della scaletta scavata nella roccia del V-III secolo a.C., si trovano per lo più nel Museo di Agrigento, e molte di loro si stanno, ormai, rovinando o distruggendo.  Sul quel nostro grande leone di pietra, si è già addormentato nel sonno dei secoli… sulla città antichissima, ricchissima di storia, affascinante e misteriosa come di una sfinge… si è sepolta dalla polvere del tempo, dall’incuria… poi, ferita e, quasi, distrutta dai vandali, come da quella ruspa nel pendio sud… Vi salii per la prima volta più di 40 anni fa e camminando su per la collina ci sentiremmo aleggiare nell’aria e nello spirito dei nostri antenati… in cui i contadini ed i guerrieri si difesero e convissero con quei greci, dei romani, dei bizantini, degli arabi… e soccombere definitivamente quelle proprie dimore scavate ed abbarbicate nella roccia… e risalire per sempre verso nord nella nostra Mensil al amir/Mussumeli di oltre mille anni fa. Salvatore Vaccaro