La crescita dei rugbisti del futuro, la scelta di affidare la panchina azzurra a Quesada e la composizione multietnica della Nazionale azzurra sono solo alcuni dei temi toccati dal presidente della Federugby Marzio Innocenti nella sua intervista a Radio Roma Sound fm90. Il sorprendente pareggio dell’Italrugby contro la Francia nella seconda giornata del Sei Nazioni 2024 ha scosso in positivo il presidente (“non mi sono ancora ripreso completamente, però sono in via di guarigione”) e ha evidenziato la grande crescita dell’ovale italico, di cui la Nazionale maggiore è solo la punta dell’iceberg: “La FIR investe tantissimo sulla formazione dei giovani e ora si vedono anche i risultati della nazionale maggiore, di quella under 20 e da sempre quella femminile – spiega Innocenti – La crescita dei giocatori negli ultimi quindici anni è stata tutta sulle spalle della Federazione. Ora stiamo cercando di inserire anche i club in questo processo e piano piano ci stiamo riuscendo”.
Innocenti ribadisce di essere “estremamente felice” di aver scelto come ct Gonzalo Quesada. “Sono stato molto criticato quando ho preso questa decisione perché Kieran Crowley era reduce da importanti risultati. Oggi devo dire che è stata una scelta felice, non perché Kieran non fosse un ottimo allenatore, ma perché noi avevamo bisogno di un’altra strada che Gonzalo sta delineando con alta professionalità e qualità per questo sono molto felice di questa scelta”. Innocenti vuole inoltre difendere sempre di più i nostri vivai, “perché sono sempre più messi sono scacco dalle squadre francesi che vengono a fare incetta di ragazzi italiani quando hanno 16- 17 anni, cioè quando non sono ancora formati”.
Al tempo stesso, il presidente è orgoglioso dei giocatori dell’Italrugby che, seppur non nati in Italia, sudano e lottano per l’azzurro: “Ci sono alcuni giocatori della nazionale, non voglio fare nomi, che vivono, soffrono e si identificano nella maglia della nazionale, come e più di qualsiasi italiano nato in Italia. Io sono felicissimo della mia nazionale multicolore: tante nazionalità, tante lingue, tante idee, tante teste; è una bellissima nazionale”. Uno dei tanti obiettivi di Innocenti è fare crescere il movimento del rugby italiano anche nel Centro-Sud: “Il problema è che dobbiamo costruire le basi che mancano al Sud, cioè gli impianti: se non c’è una casa è impossibile fare rugby. In questi tre anni ci siamo impegnati tantissimo con le amministrazioni, con le regioni e con tutti coloro che ci potevano aiutare ad ottenere dei campi. Ci siamo anche riusciti con i campi (che sono sia di rugby che di calcio, ndr) di Catania a Librino, CALTANISSETTA e Bisceglie, e siamo vicini ad avere il campo di Palermo”.

