Una atmosfera da “Mission Impossible” pervade l’inizio del romanzo, che potremmo intitolare “la ex e quel costumino sexy mai indossato”.
I due, in auto youngtimer, tra una frase complice e l’altra, sconfessano il web commerce, in ultima analisi colpevole, forse, di aver fatto pervenire tardi l’intimo regalo per la ormai ex partner, che comunque non disdegna l’intimità verbale con il suo ex.
In realtà il percorso argomentativo, tra il banale e l’inverosimile, mal si concilia con le espressioni dei due, che malcelano nostalgica passione, in disarmonia tra resi e pacchetti in ritardo, di scarsissimo interesse per le spettatrici e spettatori che vorrebbero vedere baci e carezze.
Chi vorrebbe vedere la magica coppia tubare nei luoghi intimi Nisseni rimarrà deluso.
Nulla nella cadenza dei due, e nei riferimenti dialogici riporta alla nostra città. Solo un flash sulla fontana del Tripisciano e sulla cupola della cattedrale, nonché titoli finali posticci riportano, con la stessa grazia di una pubblicità di supermercato dopo la rappresentazione della Traviata, all’elemento motivo del video, adattabile a qualsiasi città del mondo essendo un compendio, invero poco verosimile e convincente, sui possibili inconvenienti correlati ad un acquisto sul web.
Ed infine, anche chi vorrebbe vedere almeno un bacio appassionato rimarrà deluso.
Lei apre lo sportello e va via, spegnendo quel timido pathos che e’ stato l’unico vero elemento pregnante del cortometraggio.
E con lei vanno via le speranze ed aspettative di fruire della promessa originalità e persuasività dello spot, e ciò senza nulla togliere alla bravura degli attori, alla sobria ma pungente avvenenza di Lei, attori ai quali verosimilmente è stato commissionato altro, o forse no.

