Tolleranza zero verso chi attenta alla salute delle persone smerciando prodotti scaduti e rietichettati. È un crimine gravissimo. Lo afferma Coldiretti Sicilia che plaude all’operato del Nas Carabinieri etneo che ha scoperto un ingente quantità di prodotti alimentari scaduti e reimmessi nei circuiti commerciali locali.
Il Nas – sottolinea ancora Coldiretti Sicilia – ha ricostruito una rete sottobanco di svariate tipologie di prodotti provenienti anche da altre province siciliane, che venivano spesso anche riconfezionati, difficilmente distinguibili da quelli originali. Le oltre 20 tonnellate di merce sequestrata – aggiunge Coldiretti – mostra chiaramente quanto sia imponente il sistema che oltre alla salute, va a discapito anche dell’imprenditoria sana che sul sistema agroalimentare ha investito.
La criminalità ha compreso la strategicità del settore in tempo di crisi economica perché – continua Coldiretti Sicilia – consente di infiltrarsi in modo capillare nella società civile e condizionare la via quotidiana della persone. Non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza, il libero mercato legale soffocando l’imprenditoria onesta, ma – precisa la Coldiretti – compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine.
Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione le agromafie il cui valore a livello nazionale supera i 24,5 miliardi, impongono l’utilizzo di specifiche ditte di trasporti, o la vendita di determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della mancanza di liquidità, arrivano a rilevare direttamente grazie alle disponibilità di capitali – conclude Coldiretti Sicilia–.

