Un euro per ogni cassetta di agrumi raccolta. Questo era il compenso riservato ai braccianti agricoli extracomunitari addetti alla raccolta di mandarini per conto di un’azienda nella piana di Gioia Tauro. I lavoratori venivano svegliati alle prime luci dell’alba e accompagnati nelle aziende agricole, dove prestavano la propria opera fino a tarda sera sotto la stretta sorveglianza dei “caporali”.
I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria hanno interrotto lo sfruttamento eseguendo misure cautelari nei confronti di quattro persone e sequestrando l’azienda. Nel corso delle indagini, partite dalla denuncia di un bracciante, i militari dell’Arma sono riusciti a rassicurare gli altri lavoratori coinvolti e attivarne la fiducia nella giustizia italiana.

