“L’infiltrazione mafiosa esiste, è un pericolo per la collettività”. Lo afferma Luca Tescaroli, procuratore aggiunto di Firenze, in un’intervista all’edizione fiorentina della “Repubblica”, una settimana dopo l’allarme lanciato dal procuratore generale Marcello Viola, che alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario ha parlato di “presenza stabile e organizzata delle mafie in Toscana”.
“Firenze non è Palermo, Caltanissetta o Reggio Calabria, ma il procuratore generale ha fotografo la situazione sulla base di dati oggettivi – spiega Tescaroli – Occorre esserne consapevoli, dalle istituzioni ai cittadini. Che se ne parli pubblicamente, perché questi gruppi, i loro garanti e chi ne trae vantaggio dalla contiguità mafiosa, prediligono il silenzio”. “In un Paese com il nostro nel quale la pandemia fa crescere la paura e la ripresa economica è timida, l’azione della criminalità, soprattutto mafiosa, trova linfa vitale.
Ed è pronta a drenare le risorse porterà con sé – sostiene Tescaroli -. Per questo è fondamentale alzare l’attenzione investigativa”

