E’ stato rinviato per covid il processo d’Appello per la Strage di Pizzolungo (Trapani).
E’ risultato positivo al virus l’imputato Vincenzo Galatolo, boss dell’Acquasanta condannato in primo grado a trent’anni di carcere per aver ordinato l’attentato del 2 aprile 1985. Slitta cosi’ a fine febbraio il processo, che si svolge con il rito abbreviato davanti la corte d’Assise d’appello di Caltanissetta.
La circostanza e’ stata comunicata in aula in apertura d’udienza. Nel corso del processo di primo grado (svolto con il rito abbreviato) i giudici avevano accertato che l’ordine per la Strage di Pizzolungo parti’ dalla mafia palermitana. Ad accusare il boss Galatolo – da tempo in carcere, anche per altri omicidi eccellenti – e’ stata anche la figlia Giovanna Galatolo, divenuta collaboratrice di giustizia.
L’obiettivo era uccidere quel magistrato arrivato a Trapani dal profondo nord, ma l’autobomba fece saltare in aria l’auto su cui viaggiavano Barbara Rizzo e i gemellini Beppe e Tore Asta. Si salvo’ invece il pm Carlo Palermo, che da allora non ha smesso di interrogarsi sull’attentato che avrebbe dovuto causargli la morte.
Il ruolo di Galatolo, inoltre, e’ da aggiungere alle condanne nei confronti di Toto’ Riina, Antonino Madonia e Vincenzo Virga, emesse nel corso di questi decenni e agli interrogativi sugli esecutori dell’attentato.

