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Giorno della memoria: la nissena Giuseppina Panzica ricordata anche nella cerimonia di Palermo

Redazione 2

Giorno della memoria: la nissena Giuseppina Panzica ricordata anche nella cerimonia di Palermo

Gio, 27/01/2022 - 13:59

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Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il prefetto Giuseppe Forlani, il segretario dell’Anpi Angelo Ficarra e i vertici delle Forze dell’ordine hanno partecipato questa mattina al momento di riflessione dedicato alle vittime del nazifascismo nell’ambito della Giornata della Memoria.

L’iniziativa, promossa dal giornalista Leone Zingales, si e’ svolta in via Messina Marine, davanti al “Vagone della Memoria”, un vagone di un modello simile a quelli utilizzati per il trasporto dei deportati nei campi di sterminio nazisti, dove e’ stato osservato un minuto di silenzio.

Il sindaco Orlando, nel suo intervento, ha dichiarato che “Palermo, citta’ dei diritti, non dimentica. Oggi l’Amministrazione comunale ha ricordato il genocidio nazifascista davanti al vagone della memoria, nel Giorno della Memoria.

Il ricordo va alla nostra Carta costituzionale democratica che e’ strumento fondamentale per evitare il ripetersi di tali violenze. La Shoah fu l’ennesima persecuzione contro il popolo ebraico, ma fu anche la persecuzione contro coloro i quali sentivano il bisogno di esprimere liberamente le proprie opinioni e di decidere come vivere la propria vita. Credo sia questo il messaggio, attuale piu’ che mai, di uno dei periodi piu’ tragici della storia dell’umanita'”.

Nel corso della cerimonia Zingales ha ricordato le figure di tre siciliani che sono stati deportati: la professoressa Maria Di Gesu’, l’operaio Liborio Baldanza (per i quali sono state posate due pietre d’inciampo a Palermo), e Giuseppina Panzica, la casalinga di Caltanissetta, moglie di un sottufficiale della Guardia di finanza in congedo, alla quale e’ stata intitolata una strada nel capoluogo nisseno.

E’ intervenuta, infine, la professoressa Daniela Di Francesca, pronipote di Maria Di Gesu’, la quale ha raccontato alcuni aneddoti della docente-partigiana che, nel 1944, e’ stata deportata ad Auschwitz e a Ravensbruck e che e’ stata “liberata” dalle truppe sovietiche nella primavera del 1945.

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