Salute

Caltanissetta, ASP “sovraccarica”: continua il ritardo nelle comunicazioni dei tamponi Covid

Redazione 2

Caltanissetta, ASP “sovraccarica”: continua il ritardo nelle comunicazioni dei tamponi Covid

Mar, 21/12/2021 - 10:42

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“Mandate una mail, abbiamo un carico di lavoro troppo elevato e non abbiamo tempo di ricevere utenti o fare la gentilezza di stampare le comunicazioni di fine isolamento a chi viene fino a qui”.

E’ stata questa la risposta che un impiegato dello Spemp di Caltanissetta ha dato a un cittadino che si è recato direttamente agli uffici di via Cusmano per chiedere “perché non arrivasse la comunicazione di fine isolamento per la propria figlia”.

I positivi aumentano, i contatti da tracciare si espandono a raggera e come una rete capillare invadono attività scolastiche, extrascolastiche, sportive, culturali, ludiche o semplicemente relazionali e familiari.

Una mole di comunicazioni che l’ASP di Caltanissetta da qualche giorno non riesce a reggere.

Nella giornata di ieri avevamo raccontato la vicenda di una madre che attendeva “semplicemente” la mail di comunicazione dell’esito del tampone che aveva saputo – in via telefonica e indiretta – essere positivo.

Da ieri attendiamo ancora una risposta da parte dei dirigenti dell’ASP di Caltanissetta per capire com’è possibile accettare questa situazione.

Molti cittadini hanno intasato le linee telefoniche e le caselle mail chiedendo il loro diritto a essere “liberi” dato che un messaggio SMS del Ministero della Salute (portale che funziona a differenza di quello nisseno) comunicava la negatività dal Covid e “restituiva” il green pass valido.

“Senza la mail di fine isolamento né i soggetti non possono uscire di casa nè il medico curante può consegnare il certificato necessario per reimmettere bambini e adolescenti a scuola” ha spiegato una cittadina che ci ha contattato.

E a “perdersi” non sono soltanto le occasioni di svago o le lezioni in aula ma anche gli eventi programmati.

Come ad esempio le esibizioni in occasione del Natale che, in sicurezza, stavano organizzando alcune associazioni culturali o sportive. “Saltando il saggio noi perdiamo l’opportunità di mostrare i progressi raggiunti e avere visibilità per promuovere la nostra attività – ha raccontato il titolare di un’associazione sportiva -. A questo si aggiunge tutto l’indotto come, ad esempio, il fioraio per un omaggio ai partecipanti e ai maestri, il fotografo che avrebbe immortalato l’evento e altro ancora”.

Attività che, con fatica, hanno deciso di riaprire le loro porte vincendo le paure e le incertezze e che, oltre che con il Covid, devono fare i conti con la burocrazia.

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