‘Estate e sicurezza’ un binomio che, complice l’escalation di contagi, sembra evocare ormai solo lo spettro della pandemia, sebbene i pericoli per i turisti siano sempre in agguato. A partire dal mare dove ogni anno centinaia di persone rischiano di perdere la vita.
Come nel caso di una ragazzina di 12 anni che il 4 agosto ha rischiato l’annegamento a Gela, in Sicilia. La teenager, che si trovava nel lungomare Federico II di Svevia, ha avuto un improvviso malessere e ha iniziato a ingerire acqua.
I bagnanti e un bagnino sono andati in suo soccorso e sul posto e’ intervenuta anche un’ambulanza ma la dodicenne e’ giunta al pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele in condizioni di salute critiche, tant’e’ che e’ stata indotta al coma e trasferita con l’elisoccorso – giunto da Caltanissetta – alla struttura sanitaria Di Cristina, a Palermo, dove ora e’ ricoverata in Rianimazione.
Fortunatamente, oltre al servizio di controllo garantito dai lidi privati e dai comuni, a vigilare i lunghi tratti di spiaggia libera troviamo anche le unita’ cinofile della Sics, la Scuola italiana cani salvataggio, pronti a intervenire per aiutare chi e’ in difficolta’. Un servizio essenziale che solo nel mese di luglio ha gia’ assicurato cinque interventi e tratto in salvo sei persone, come conferma all’AGI Roberto Gasbarri, il responsabile area centro-meridionale Sics.
“Un episodio che ha avuto molta risonanza mediatica e’ accaduto a Palinuro, in provincia di Salerno, nel Cilento, nella seconda meta’ di luglio – racconta Gasbarri -. Mentre stava nuotando in compagnia delle amiche, una ragazza di 15 anni, in pochi istanti, e’ stata trascinata via dalla corrente”.
Provvidenziale l’intervento di due unita’ cinofile ripreso da una ragazza che ha diffuso il video poi diventato virale: “Raggiunta da due labrador e dai colleghi umani, la ragazza e’ stato subito soccorsa e se l’e’ cavata con un brutto spavento”, prosegue Gasbarri.
Medesima sorte e’ toccata l’indomani, nello stesso specchio di mare, a una quarantenne mentre poco giorni dopo anche un’altra donna e’ stata soccorsa, stavolta in Toscana, a poca distanza da Forte dei Marmi, in provincia di Lucca. Un “doppio salvataggio” si e’ reso necessario, invece, all’inizio di luglio a Tarquinia, in provincia di Viterbo. “In quel caso, una bambina di circa 5 anni intenta a giocare sulla battigia e’ stata travolta dalle mare mosso – aggiunge Gasbarri -. Il papa’ fortunatamente si e’ reso conto della gravita’ della situazione e, prima di lanciarsi tra le onde, ha avuto la freddezza di chiedere alla moglie di allertare la postazione di sicurezza”.
Un’intuizione che si e’ rivelata provvidenziale perche’ a causa della forte corrente anche il padre e’ stato trascinato via e “solo grazie all’intervento dei cani bagnini la piccola e l’uomo sono stati salvati”. Oltre al normale servizio di sorveglianza e pattugliamento, le circa 200 unita’ cinofile che pattugliano le coste, da Roma in giu’, come consuetudine si occupano non solo di sensibilizzare i bagnanti al rispetto del mare e degli animali ma anche di prevenzione.
Il personale, infatti, coinvolge le persone in simulazioni di primo intervento con massaggio cardiaco, ed e’ tanta la curiosita’ nel vedere come i cani bagnini siano utili in questi frangenti. In Sicilia, invece, sono circa una ventina le unita’ cinofile che vigilano i tratti di spiaggia di Mondello e Trappeto, nel Palermitano, Giardini Naxos (Messina) e Catania.
“Fino ad oggi non c’e’ stato bisogno di alcun intervento – assicura Andrea Di Caccamo, coordinatore Sicilia Sics -. In quanto volontari operiamo su richiesta dei singoli comuni, in coordinamento con la Protezione civile e la guardia costiera. Ma la nostra attivita’ si intensifichera’ soprattutto nel mese di agosto: dal prossimo fine settimana, con l’arrivo dei turisti, si moltiplicheranno le situazioni di pericolo.
Noi invitiamo sempre ad ascoltare i bagnini e soprattutto a prestare attenzione agli avvisi di pericolo”, conclude. Non immune da rischi e’ anche la montagna dove nell’Isola, purtroppo, si conta gia’ una vittima. Lo scorso 31 luglio infatti un giovane di 23 anni, di origini polacche, ha perso la vita precipitando da una parete rocciosa estremamente impervia. La localita’ che non a caso e’ chiamata ‘Malpasso’ si trova a Capo Gallo (Palermo). Vano l’intervento di una squadra del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano che ha recuperato il corpo senza vita dell’escursionista.
Un altro episodio, per fortuna con un epilogo meno drammatico, si e’ verificato infine lo scorso 7 luglio. In quella occasione, sono entrati in azione il Soccorso Alpino e l’Aeronautica Militare per assistere un 52enne colto da malore nei pressi del santuario di Madonna dell’Alto, sulle Madonie, in territorio di Petralia Sottana, a circa 1.700 metri di altitudine. A lanciare l’allarme i suoi compagni: in pochi minuti l’uomo e’ stato issato a bordo di un elicottero con il verricello e quindi trasferito in ospedale.

