Negli ultimi 2 anni sono stati necessari numerosi correttivi e adeguamenti nello Stato italiano. I piani triennali stilati dalle amministrazioni pubbliche hanno dovuto subire modifiche o integrazioni anche per quanto riguarda la richiesta di risorse umane.
Nonostante sia stata previsto un incremento di organico, il Ministero della Cultura (MIC) continua a bandire nuove selezioni ancora prima di avere concluso le procedure concorsuali ancora in corso.
“Assistiamo a una situazione paradossale – hanno commentato alcuni candidati che stanno attendendo l’ultima fase del concorso per 1052 unità di Assistenti alla Fruizione, Accoglienza e Vigilanza (Afav) – mentre attendiamo di poter concludere la procedura, consapevoli che, anche in caso di idoneità (pari a un punteggio minimo di 21/30) soltanto un candidato su 3 potrà aspirare all’accesso all’agognato ruolo, il Ministero ha bandito una nuova procedura selettiva per la medesima figura professionale”.
La richiesta dei candidati è concreta e logica. Loro, infatti, non chiedono assunzioni dirette o “sconti” nella procedura di selezione ma, piuttosto, che le risorse necessarie vengano attinte prima dalla graduatoria degli idonei non vincitori che verrà stilata appena si concluderà il concorso. Soltanto in un secondo momento, ultimato lo scorrimento ed esaurite le risorse, potrebbe essere utile bandire un nuovo concorso per reperire il personale effettivamente necessario.
Una proposta comprensibile soprattutto considerando che i candidati hanno iniziato questo lungo iter selettivo nel gennaio 2020 quando si sono presentati in 209.729 alla fase preselettiva e che, in seguito, hanno dovuto attendere quasi un anno e mezzo per la prima prova.
Il 28 luglio i 5.366 candidati che avevano superato la prima fase, ai quali si sono aggiunti 2.733 che, come previsto da bando avevano diritto all’esenzione della prova, si sono presentati nelle sedi regionali per sostenere la selezione.
Da questa ulteriore selezione è avvenuta un’importante scrematura che ha portato gli aspiranti da 8.099 a 3.236.
A sostenere la protesta sono intervenuti anche i Coordinatori nazionali della Cisl FP – MiC, Giuseppe Nolè e Valentina Di Stefano, “la previsione del Mic di attivare due ulteriori concorsi per l’assunzione di 100 unità di Assistenti all’accoglienza e vigilanza (tramite Ripam) e 50 unità di personale Operatore alla vigilanza (con bando direttamente del Ministero) mentre sono in corso già due procedure concorsuali per 1052 Assistenti alla vigilanza e 500 operatori, ci lascia francamente sconcertati: fermo restando che la carenza di personale in tutti i settori, in particolare per la accoglienza e vigilanza (circa il 40 per cento in meno), è drammatica e pertanto ogni sforzo deve essere orientato al reclutamento di personale in ben altri numeri, siamo rimasti francamente perplessi dalla procedura che si vuole attuare. Il concorso dei 1052 Assistenti non è ancora concluso e le assunzioni degli operatori tramite centri per l’impiego si sono perse nella ‘notte dei tempi’. Invece che accelerare queste due procedure, già avviate, e lavorare sullo scorrimento di questi concorsi, se ne vorrebbero bandire due ‘ex novo’: davvero grottesco”.
“Chiediamo di dare un valore al percorso che abbiamo intrapreso e alle competenze che abbiamo già dimostrato di possedere – hanno proseguito i candidati -. Nella nostra selezione, nell’arco delle tre selezioni, sono state richieste competenze di logica, cultura generale, codice dei beni culturali e del paesaggio, diritto amministrativo, organizzazione e ordinamento del MIC, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, diritto del lavoro pubblico, informatica, inglese e, naturalmente patrimonio culturale dell’arte italiana.
Vogliamo soltanto garantita l’opportunità di poter assumere il ruolo per il quale la commissione esaminatrice ci riterrà idonei – hanno concluso i candidati -. Ci appelliamo agli organi competenti per poterci aiutare a colmare questa assurda incoerenza che non coinvolge soltanto noi candidati ma comporta un ingente esborso di fondi pubblici prevedendo una nuova selezione nazionale per reperire risorse umane e accantonando quelle che verranno ritenute idonee nell’adiacente selezione”.

