A confermare l’inesistenza di qualsivoglia relazione commerciale tra la società tedesca e quelle catanesi e, pertanto, la falsità dei contratti è stata la polizia tedesca. I falsi contratti di assicurazione servivano alle due società catanesi per indicare costi fittizi nelle dichiarazioni dei redditi in modo da diminuire in modo illecito i proventi realizzati dall’attività d’impresa e realizzare così un indebito risparmio di imposta. A seguito di questa ricostruzione operata dal Nucleo PEF di Catania sono stati denunciati i legali rappresentanti delle due società catanesi per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti e anche il broker per aver emesso fatture per operazioni inesistenti finalizzate a consentire alle due società di evadere le imposte.
Mar, 03/02/2026 - 22:16

