Prossimamente l’addio a Mussomeli delle Suore di carità di Cristo Re

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MUSSOMELI – Un ventennio di presenza nella vasta parrocchia di Cristo Re delle Suore di Carità , non sono pochi ma bastevoli per fare  parlare a voce alta quanti hanno apprezzato la loro presenza a servizio della comunità, sia nel campo sociale che in quello ecclesiale. Una missione attiva, quella delle Suore della Congregazione di Santa Giovanna Antida, con suor Nicoletta in primis, unitamente alle altre alternatesi nel periodo, rivelandosi proficua  e collaborativa nell’azione ministeriale del parroco don Salvatore Tuzzeo. Un ventennio di attività e di servizio, durante il quale, diversi anni or sono, sono giunte a Mussomeli le Reliquie della  Fondatrice della Congregazione , Santa Giovanna Antida, venerata durante la permanenza di tre giorni presso la Parrocchia di Cristo Re. Adesso, con la notizia circolata del prossimo addio delle suore, un certo malcontento serpeggia nell’ambiente parrocchiale. Abbiamo chiesto  al parrocchiano Carmelo Nicosia una testimonianza al riguardo che ci sembra esaustiva sulle figure emblematiche che hanno servito la nostra comunità. Così Carmelo Nicosia:      “La presenza delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret nel lontano 1998 ha dato un nuovo input alla giovane parrocchia di Cristo Re. Con il loro arrivo sono arrivate, nel quartiere, novità assolute come il Grest, la Caritas parrocchiale, il gruppo dei catechisti laici, le gite, il catechismo “allargato” anche ai bambini di terza elementare e ai ragazzi di prima media per un totale di 6 anni di formazione catechistica (prima il catechismo era suddiviso in 2 anni per la preparazione alla Comunione e 2 anni per la preparazione alla Cresima), le veglie dei giovani, il coro parrocchiale e tante altre iniziative che, ovviamente, da solo, il parroco Salvatore Tuzzeo non avrebbe potuto portare avanti in una parrocchia che diventava, man mano, sempre più popolata.     A queste iniziative pratiche vanno aggiunte anche le tante iniziative spirituali che le Suore della Carità hanno portato con il loro arrivo: la presenza costante in ospedale, la loro visita agli ammalati, la loro incessante disponibilità verso i poveri (anche di altre parrocchie) e verso tutti coloro che necessitavano di un consiglio o di una parola di conforto.    Fin dall’inizio la presenza delle suore è stata di 3 unità, anche se nel tempo alcune suore sono state sostituite, come nel caso della prima superiora, Suor Carla, che molti ragazzi hanno avuto anche a scuola come insegnante o nel caso della dolcissima Suor Domenica o della servizievole suor Pierina di Napoli.     Di certo, però, la figura più carismatica è stata quella di suor Nicoletta che ha condiviso per intero l’esperienza della suore della Carità a Mussomeli (salvo i primi mesi di “prova” fatti da altre sue consorelle) e che, per la sua intraprendenza, si è fatta conoscere in tutta Mussomeli.   E’ di lei, in particolare, che voglio parlare, non perché le altre suore non abbiano dato importanti contributi (anzi ritengo, nel caso della dolcissima Suor Domenica, di aver conosciuto una santa in terra), ma perché, come detto sopra, suor Nicoletta è stata la persona più determinante nell’avviare e organizzare le varie attività parrocchiali.    Su di lei si potrebbe dire tanto, anzi tantissimo, ma è difficile trovare le parole quando sai, che fra meno di un mese, la comunità di Cristo Re perderà uno dei suoi pilastri, perché se è vero che il parroco è stato il fondatore, e continua ad essere il pastore zelante e la guida dell’intera parrocchia, è altrettanto vero che suor Nicoletta è stata il suo braccio destro, il motore della vita parrocchiale, tanto che oramai la chiesa di Cristo Re si identifica con due persone: Padre Tuzzeo e Suor Nicoletta.     Per il suo carattere fermo e deciso, a tratti severo ma sempre per amore, è stata spesso criticata e su di lei, purtroppo, certe persone hanno inventato anche accuse assurde in passato. Ancora oggi sento dire spesso a certe mamme o a certi ragazzi “non vengo più a Cristo Re, perché c’è suor Nicoletta”.     A queste persone posso dire che se Suor Nicoletta è stata dura, schietta, insistente, lo è stata solo per amore della Parola di Dio che non può trovare accomodamenti come tanti si aspettano: laddove la Parola di Dio era chiara e forte, lei non si è mai tirata indietro nell’annunciarla così come è, senza renderla più “soft” e appetibile per farsi benvolere dalle persone e questo lo ha fatto mettendoci sempre la faccia, l’anima, il cuore e lo ha fatto con i bimbi, con i ragazzi, con i genitori, con gli anziani e con altri consacrati.     Normale che una persona così, che annuncia la Verità, non possa trovare apprezzamenti da tutti: Giovanni il Battista e Gesù stesso sono un esempio di come la Verità sia fastidiosa e la cosa migliore sia togliere di mezzo chi la annuncia.     Per fortuna, le critiche non l’hanno mai toccata più di tanto e ha continuato ad amare questo popolo dando sempre il massimo soprattutto per i ragazzi del catechismo, anche nei giorni in cui la salute non le è stata molto di aiuto.    Una cosa che voglio raccontare parlando di lei è che l’ho vista piangere diverse volte per i suoi bambini del catechismo, quando li vedeva prendere strade sbagliate o quando notava la loro indifferenza per il Signore: lacrime sincere, lacrime di una mamma che vorrebbe il meglio per i propri figli.    Personalmente devo tanto a suor Nicoletta, come uomo e come cristiano. Abbiamo litigato tante volte e tante volte non ho condiviso certe scelte pratiche, ma pagherei qualsiasi prezzo se fosse possibile farla restare, perché so quanto grande è il valore di questa suora, di questa donna.    Non voglio dilungarmi, ma sono davvero tante, anzi tantissime, le cose belle che potrei dire su di lei e sulle suore delle Carità, su tutto quello che hanno fatto (molto spesso nel silenzio) per la parrocchia e per i parrocchiani.  Non sarò di quelli che protesteranno per farla restare, sia perché so che è una protesta vana, in quanto la Generale avrà le sue ragioni ed è giusto rispettarle, ma anche perché so che suor Nicoletta avrà già accettato il suo nuovo incarico con la stessa ubbidienza e amore che hanno contraddistinto la sua vita da consacrata.     Quindi vorrei dirle GRAZIE pubblicamente per tutto, ma proprio tutto. Lo faccio a nome mio e di tutti quelli che le hanno voluto bene con il cuore.     Conoscendola, so anche che non sarà contenta di un articolo che parli di lei e ne esalti le qualità, ma se lei ci ha amati come figli, dovrà accettare che un figlio gridi al mondo l’amore per questa madre.    Diceva  San Giovanni della Croce che “Alla fine della vita saremo giudicati sull’amore” e sono certo che un giorno lontano il giudizio del Suo Amato Sposo sarà per lei più che positivo, giacché suor Nicoletta ha sempre vissuto come Dio vuole che noi facciamo: essere aperto per gli altri e vivere l’amore non con le parole, ma con i fatti”.