Sono i magnifici sette, i candidati a salvare le sorti della città. In un turbion di comunicati, annunci, buoni propositi e rilanci amministrativi ad ogni piè sospinto. Lo fanno per passione per diletto ed anche per missione. I super eroi sono arrivati al momento giusto, quelli che tolgono ai ricchi per dare ai poveri. C’era negli anni ottanta un cartone animato che li aveva messi tutti assieme da Wonder Woman a Supermen, l’uomo invisibile, flesh Gordon e numerosi altri che facevano parte della ricca compagine di valorosi guerrieri. Senza volere obbligatoriamente associare nessuna delle figure frutto della fantasia e uscite dalla matita di abili disegnatori ai nostri amministratori, della serie ogni riferimento a persone e cose è puramente casuale, c’è un super eroe che più degli altri attrae e suscita interesse. Wonder Woman nata per comparare la presenza nel mondo fantastico dei super eroi uomini. Una donna che doveva avere la stessa forza di Superman ed in più la gentilezza, l’eleganza e la bellezza femminile. A dimostrazione che anche nel mondo dei sogni le donne sono, possono, devono essere forti e volitive, decise ed al contempo dolci ed eleganti. Ahimè un sogno, un desiderio, un’aspirazione. Nessuna delle donne attualmente ai vertici delle istituzioni politiche riescono a comparare figure di fantasia e tante di quelle reali che sono passate per le stanze del potere nel corso degli anni. Ciascuna con le sue peculiarità in alcuni casi spigolosità ma che comunque sapevano tenere dritta la barra. Giammai nessuna ed una in partiolare avrebbe consentito in un qualunque consiglio comunale attacchi scomposti ad allta voce. Discussioni animate tra le scale o durante l’audizione in commissione. Una volta un consigliere che interrompeva continuamente l’intervento di una compita e compunta signora allora assessore, si senti rispondere, cito testualmente perchè non si può scordare:” Consigliere se fa silenzio e mi lascia parlare magari può essere che impara pure qualcosa.” C’erano le signore della politica che quando entravano in una stanza, gli uomini, in tempi in cui il femminismo ancora era un’astrazione del pensiero, si alzavano cedevano posto e ascoltavano il loro contributo di pensiero. Mai un atteggiamento fuori posto, mai un atto di isteria, mai una risposta sbagliata, solo pochi sonori colpi assestati. Erano le eroine dei comizzi in piazza Garibaldi delle battaglie per il lavoro, le antesignane delle attuali quote rosa. Niente mantelli e super poteri ma solo pazienza conoscenza e tanto studio.La gavetta della politica partiva dalle associazioni femministe, dal sindacato, dalle lotte di classe, per trasformarsi dopo tanto, ma tanto tempo in assessorati o scranni in consiglio comunale. Adesso tutto troppo semplice, troppo facile, soprattutto quando si arriva senza rappresentanza senza cursus honorum, sembra tutto in discesa ed allora è in quel momento che parte l’embolo, una sorta di delirio di onnipotenza che trasuda anche dagli sguardi. Ma se non si hanno super poteri il che pare difficile nel mondo degli umani e neanche tanta gavetta e conoscenza alle spalle, è improbabile che i problemi si possono aggiustare da soli. Non sono due tre attività che riempiono il centro storico di gente, non sono quattro articoli di giornale con tanto di foto in prima a dar ragione di un percorso. Le risposte le trovi dentro di te diceva un signore tanto saggio. Ma prima di trovarle bisogna cercarle, è necessario che si capisca di aver necessità di fermarsi e far chiarezza. Non c’è vento propizio per chi non ha direzione.
Mar, 03/02/2026 - 22:16

