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Caltanissetta, Festa della Repubblica. Il Prefetto Cucinotta: “L’esempio buono è quello che conta”. Consegnate 7 onorificenze.

Michele Spena

Caltanissetta, Festa della Repubblica. Il Prefetto Cucinotta: “L’esempio buono è quello che conta”. Consegnate 7 onorificenze.

Mar, 02/06/2015 - 16:59

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FESTACALTANISSETTA – Si è svolta stamani, anche a Caltanissetta, la celebrazione per il 69° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana. La Cerimonia ha avuto inizio con l’alzabandiera presso il monumento dei caduti, cui ha fatto seguito la deposizione, da parte del Prefetto, Maria Teresa Cucinotta, di una corona di alloro al Sacello, alla presenza dei sindaci e delle massime autorità civili e militari nonché delle rappresentanze di diversi istituti scolastici del territorio. A rendere gli onori, lo schieramento di un picchetto di armi e di un plotone misto composto da rappresentanze della Capitaneria di Porto, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, della polizia Penitenziaria, del Corpo forestale, del corpo della C.R.I., dei Vigili del Fuoco, con la presenza delle Associazioni combattentistiche e della Real maestranza.

Ha fatto seguito la consegna, da parte del Prefetto, di una medaglia d’onore conferita ad un cittadino deportato in un lager nazista e di sette onorificenze dell’ordine al merito della Repubblica Italiana. Il titolo di commendatore all’avvocato Francesco Panepinto – presidente della Camera civile di Caltanissetta – e all’attuale capitano della Real Maestranza, Francesco Riggio. Cinque i titoli di Cavaliere della Repubblica: ai marescialli capo dei carabinieri Fabio Cocilovo e Rosario Avila, all’ex capitano della Real Maestranza Giuseppe Giordano e ai capitani della Guardia di Finanza Salvatore Mingoia e Sebastiano Rosario Rapisarda. In prefettura sono stati anche premiati le classi delle scuole elementari vincitori del concorso sul tema della Costituzione promosso dalla Pro Loco nissena presieduta da Giuseppe D’Antona in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale. Al termine della cerimonia, s’è esibita la Fanfara dell’associazione nazionale dei Bersaglieri che ha eseguito inni e marce militari.

Alle 18, presso il monumento ai caduti, si è svolta, infine, l’ammaina bandiera concluderà il programma delle celebrazioni.programma

Di seguito riportiamo integralmente il discorso del Prefetto, Maria Teresa Cucinotta.

Autorità civili, militari e religiose, cittadini
è con profonda emozione che desidero rivolgere a voi tutti il mio più cordiale saluto per la vostra presenza a questa Festa del 2 giugno, la prima dal mio arrivo a Caltanissetta.
Oggi si celebra la nascita della nostra Repubblica e, con essa, quella eccezionale tensione ideale che, 69 anni fa, permise al nostro Paese, dopo la drammatica fase del conflitto mondiale, di risollevarsi e riscoprire una forte identità civile, alimentata dai valori di libertà e democrazia.
Celebriamo questa ricorrenza in modo semplice e diretto, mantenendone inalterato l’alto valore istituzionale connesso al suo insopprimibile significato storico. Tra le varie celebrazioni nazionali, la Festa della Repubblica è quella a noi più vicina perché richiama scelte fondamentali, di cui oggi, a distanza di quasi settant’anni, possiamo ancora godere i benefici.
Il 2 giugno del 1946 rappresenta il momento nel quale il popolo italiano, con il voto referendario, rifondò l’unità della Nazione con la scelta della Repubblica democratica alla quale si accompagnò, per la prima volta con il voto delle donne, l’elezione dell’Assemblea Costituente che condusse all’approvazione della nostra Carta costituzionale.
Se oggi viviamo in una società libera e indipendente lo dobbiamo a quell’insieme di regole che forma la nostra Costituzione, che in tutti questi anni ha guidato lo sviluppo della nostra società in un mondo sempre più in rapida trasformazione.
I valori di uguaglianza, di pace, di giustizia, di solidarietà in essa richiamati sono gli stessi che animarono la rivolta dei nostri padri contro l’oppressione di un sistema autoritario e che continuano a costituire l’imprescindibile fondamento etico cui improntare l’azione delle istituzioni e della società civile.

La coscienza storica di questi valori rappresenta il collante che ci tiene ancora uniti nelle nostre radici più profonde così come ci tiene uniti il ricordo dei nostri illustri letterati, dei nostri scienziati, dei nostri eroi, di quanti hanno sacrificato la loro vita per l’affermazione dei valori innanzi citati. Oggi ricorderemo uno di questi eroi. Tra un po’ consegnerò, infatti, al Sig. Vincenzo Vaccaro una medaglia d’onore conferita al padre Giuseppe, deportato in un lager nazista durante gli anni della seconda guerra mondiale.
Nel sottolineare che è l’esempio buono quello che conta, quello che deve ispirare l’azione e i comportamenti quotidiani di ognuno di noi, sono particolarmente orgogliosa di conferire oggi, altresì, 7 onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana di cui sono stati insigniti nostri cittadini che hanno acquisito benemerenze verso la Nazione nel campo delle professioni, nel disimpegno di cariche pubbliche, nonché per lunghi e segnalati servizi nella carriera militare.

Se è vero che ogni comunità rinviene nel proprio passato le ragioni e lo slancio per affrontare i momenti di crisi e difficoltà, la festa della Repubblica rappresenta non solo una ricorrenza solenne da celebrare ma un privilegiato luogo di riflessione da cui trarre quegli stimoli e quella fiducia necessari per affrontare le incalzanti sfide della società contemporanea.
“La democrazia, al pari della libertà, non è mai conquistata una volta per tutte. E’ un patrimonio che ci è stato consegnato e che, nel volgere di mutamenti epocali, dobbiamo essere capaci di trasmettere alle generazioni future”. Sono queste le parole pronunciate dal Presidente Mattarella in occasione della celebrazione della ricorrenza della Festa della Liberazione lo scorso 25 aprile.
Proprio in questa delicata fase storica connotata dai primi positivi, ancorchè deboli, segnali di ripresa dalla sfavorevole congiuntura economica che attanaglia da anni il nostro Paese, risulta indispensabile che soprattutto le giovani generazioni riscoprano le radici della storia e attingano al patrimonio delle faticose conquiste di libertà del passato per ritrovare in esse rinnovato slancio e ottimismo. Sono i nostri giovani, infatti, i principali depositari di quella cultura, di quell’intelligenza fresca e propositiva che ne fanno protagonisti attivi della vita civile e componenti essenziali di una società proiettata alla crescita e al progresso.
Condizioni ineludibili per assicurare una sana crescita economica sono la lotta severa contro ogni forma di corruzione, il contrasto aperto alle infiltrazioni mafiose nell’economia legale e la costante promozione della cultura della legalità.
E sono soprattutto i giovani che vanno educati secondo i canoni della legalità, della trasparenza e del rispetto reciproco e tutte le Istituzioni dobbiamo mettere in atto uno sforzo teso a far comprendere che operare secondo le regole deve essere una scelta a tutto campo, per affermare un modello virtuoso che rappresenta l’argine più efficace ed efficiente contro ogni forma di criminalità.

Per questi motivi, oggi abbiamo voluto dedicare ai giovani studenti un’attenzione particolare attraverso la premiazione dei vincitori del concorso organizzato dalla locale Pro loco in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale che ha coinvolto i ragazzi delle scuole elementari nella redazione di elaborati grafici sul tema della Costituzione. E abbiamo deciso di premiare i vincitori con la consegna di una copia della Costituzione, perché si approprino della nostra carta fondamentale e imparino ad amarla, assumendola quale punto di riferimento essenziale per ogni loro azione quotidiana, la summa dei loro principi e valori. Desidero ringraziare, in particolar modo, la Pro Loco che ha donato le copie della Costituzione, nonché le scuole che hanno aderito a questa iniziativa e tutti gli insegnanti, ai quali formulo un sincero augurio di buon lavoro nell’assolvimento del loro delicato ruolo educativo nella formazione della personalità dei ragazzi.

A noi, che siamo chiamati a responsabilità istituzionali, spetta il compito di suscitare ed incoraggiare tutte le energie e l’ingegno disponibili per porre in atto quello sforzo di mobilitazione operosa e di coesione necessari per garantire il superamento delle attuali difficoltà ed emergenze.
In questa direzione, il quotidiano impegno profuso dalla Prefettura nella trattazione delle molteplici vertenze di lavoro e nella mediazione dei conflitti sociali è portato avanti con determinazione e nella salda convinzione che la tutela della persona passa necessariamente attraverso il riconoscimento della dignità del lavoro.
In questo contesto desidero ringraziare i rappresentanti sindacali per la disponibilità al dialogo e al confronto costruttivo da loro manifestata nell’affrontare le questioni tese alla tutela del fondamentale diritto al lavoro.

Il modello partecipativo che ispira i rapporti di leale collaborazione della Prefettura con le istituzioni e gli enti presenti sul territorio muove dalla consapevolezza che nessuna strategia incisiva per la soluzione delle problematiche locali può prescindere da una stretta sinergia tra tutti i soggetti pubblici, la società civile e i cittadini, dalla costruzione di solide reti collaborative finalizzate all’individuazione di percorsi condivisi volti all’attenuazione delle molteplici situazioni di disagio sociale.

L’attualità ci pone di fronte a molte sfide assai complesse e delicate: le minacce del terrorismo islamico, la salvaguardia dell’ambiente, il dramma epocale delle migrazioni che coinvolge centinaia di migliaia di disperati in fuga da guerre, miserie, persecuzioni e conflitti.
Nell’affrontare quest’ultimo fenomeno, in particolare, il ruolo della Prefettura ha assunto progressivamente negli ultimi anni un rilievo centrale nel funzionamento della macchina dell’emergenza connessa agli sbarchi e nell’approntamento delle necessarie misure di accoglienza per i richiedenti asilo. Massimo, in questo senso, è stato lo sforzo profuso da tutti i Prefetti d’Italia nel fronteggiare le eccezionali e incessanti ondate migratorie che hanno interessato e continuano ad interessare le nostre coste.
In questo contesto va riconosciuto l’alto senso di responsabilità che la comunità nissena dimostra ormai da diversi anni nei confronti della significativa presenza di extracomunitari sul nostro territorio. Lo spirito di accoglienza e l’apertura all’integrazione storicamente connotanti la disponibilità del popolo nisseno sono gli stessi che ispirano la quotidiana azione di questa Prefettura nella gestione del fenomeno migratorio, senza trascurare il necessario contemperamento tra le istanze di tutela dei diritti dei rifugiati e la salvaguardia delle esigenze di sicurezza dei cittadini.

E’ d’obbligo, a questo punto, menzionare l’apporto fondamentale dell’Esercito nell’azione di vigilanza di importanti presidi strategici e delle Forze dell’Ordine nell’incisiva e capillare attività di controllo del territorio finalizzata alla prevenzione e repressione delle varie forme di manifestazione criminale e delle turbative di ordine pubblico idonee a compromettere il democratico svolgimento della vita sociale. Il mio sincero apprezzamento va a tutti gli uomini e donne della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che si spendono quotidianamente con professionalità e responsabile senso del dovere nell’assolvimento dei loro compiti istituzionali. Ho il piacere di esprimere un particolare benvenuto e un sentito augurio di buon lavoro al Dr. Bruno Megale, insediatosi da appena una settimana come Questore di questa Provincia.

Un caloroso saluto desidero rivolgere ai magistrati di questa Corte di Appello fortemente impegnati in un’incessante azione di contrasto ad ogni forma di illegalità. A tutti loro va il nostro ringraziamento per gli eccellenti risultati raggiunti nella lotta alla criminalità comune e organizzata, nell’auspicio di proseguire sempre nel solco di un proficuo rapporto sinergico e collaborativo.

Rivolgo un pensiero affettuoso al Sindaco, Dr. Giovanni Ruvolo, di cui ho particolarmente apprezzato, in questi miei primi 5 mesi, l’impegno, la disponibilità, la correttezza.

Uno speciale ringraziamento rivolgo a S.E. il Vescovo, Monsignor Mario Russotto, eccezionale guida spirituale di questa comunità che, con il suo impegno e il suo grande carisma, rappresenta un importante punto di riferimento per l’intera collettività.

Un grazie di cuore anche a tutta la mia squadra, i dirigenti e il personale della Prefettura e a tutti coloro che hanno permesso, con il loro contributo, la buona riuscita della manifestazione odierna.

Un particolare ringraziamento rivolgo alla Fanfara dell’Associazione Nazionale dei Bersaglieri per il concerto che eseguirà per accompagnare con maestria questa celebrazione.

Infine, un grazie riconoscente a tutti voi cittadini, uomini e donne che, con sacrificio, serietà e passione, affrontate il carico quotidiano di responsabilità e lavoro per assicurare al Paese una prospettiva di sviluppo e un futuro sereno ai vostri figli.

E’ con questo spirito e nella cornice dei delineati propositi che viviamo la festa di oggi come la festa di tutti noi.
L’auspicio è che questo evento possa rafforzare in ciascuno di noi e soprattutto nei più giovani i più alti sentimenti di appartenenza alla nostra grande e bella Nazione, Patria di cultura, di solidarietà e di accoglienza.

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