MILENA – Una storia di degrado, una sconfitta per le politiche di welfare ma soprattutto una brutta pagina per Milena oltre che un’offesa per la dignità di tutti: nessuno escluso. Un uomo, un pastore sessantenne che sopravvive di piccoli espedienti e nella più totale indigenza, da qualche tempo vive in mezzo alle capre e ad una ventina di cani. Con loro, nell’indicibile abbandono, condivide ogni cosa, persino la stamberga dove trascorre le sue giornate nella quasi più totale solitudine. A fargli compagnia una volontaria, l’unica che cerca di aiutarlo, ancora di più ora che una cucciolata spartisce gli stretti spazi dove l’uomo è confinato. Una triste
pagina che si consuma da troppo tempo e nell’indifferenza generale nel villaggio Kappa. Per fortuna una volontaria animalista, ha deciso di curarsi, per quanto possibile, dei 18 cani. Per i poveri animali, e per l’ancor più sfortunato sessantenne, la volontaria investe soldi e tempo, assicurando cure veterinarie e cibo. Ma da tempo la volontaria continua a girare le proprie segnalazioni al Comune. Sindaco e Amministrazione sembrano orami sorde, nonostante dalla parte della volontaria ci sia l’articolo 9 della legge regionale 2000 che tutela tali situazioni di indigenza. Senza contare i vicini dell’uomo che da mesi lamentano il cattivo odore proveniente da quel tugurio. Per non parlare delle paure di chi vive al Villaggio Kappa; il numero elevato di bestiole è diventato una minaccia per l’incolumità. Il Comune ha sempre risposto picche, difendendosi sostenendo di non avere i fondi necessari per intervenire. Eppure Milena fa parte dell’unione Terre di collina, il consorzio che ha aperto un canile a Montedoro. Ma non c’è una convenzione che
permetta ai cani del pastore di essere trasferiti nel rifugio sanitario. Della vicenda se ne stanno ora occupando i carabinieri. I militari avrebbero intimato al Comune l’intervento. E l’Amministrazione pare adesso avere trovato finalmente i fondi.
di Redazione 3
Dom, 05/04/2026 - 08:59

