RAGUSA – Loris Stival non sarebbe sceso dall’auto della mamma davanti alla scuola di Santa Croce Camerina ma sarebbe tornato a casa con lei dopo circa un quarto d’ora da quando la donna e i suoi due figli erano usciti da casa. Secondo quanto si apprende, è quanto emergerebbe dall’analisi dei filmati delle telecamere. Le immagini registrate dalle telecamere sabato mattina fornirebbero dunque una versione diversa da quella raccontata dalla mamma del piccolo Loris.
Secondo fonti qualificate le immagini racconterebbero un’altra verità: attorno alle 8 la mamma, Loris e l’altro figlio della donna uscirebbero da casa e salirebbero in auto per andare a scuola. Circa un quarto d’ora dopo, sempre secondo quanto si apprende, l’auto verrebbe inquadrata di nuovo sotto l’abitazione in via Garibaldi e si vedrebbe Loris scendere e dirigersi da solo verso casa. La macchina con a bordo la mamma, a quel punto, ripartirebbe e, ipotizzano gli investigatori agli inquirenti, si sarebbe diretta alla ludoteca per lasciare il figlio piccolo. Dopo un altro quarto d’ora circa l’auto verrebbe nuovamente ripresa dalle telecamere mentre entra nel garage sotto l’abitazione di Loris.
“Esiste una serie di video che sono allo studio. Ci sono 42 telecamere su 24 ore e sono tutte interessanti ed utili”. Lo ha detto il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, in un incontro con i giornalisti per fare il punto sull’uccisione del piccolo Loris. La reazione dello Stato “davanti ad un fatto di inaudita gravità”, è stata “molto forte” visto che a disposizione degli inquirenti “c’è il meglio delle forze di polizia del Paese”: così il procuratore di Ragusa.
“Non si sta indagando nei confronti di una specifica persona, si tratta di atti specifici di polizia giudiziaria per l’acquisizione di elementi che potrebbero rivelarsi utili al proseguimento delle indagini”. Così il procuratore di Ragusa, Petralia, ha spiegato ai giornalisti la presenza degli investigatori in casa della mamma del piccolo Loris. Il procuratore ha poi sottolineato più volte che le uniche informazioni ufficiali riguardanti il caso sono quelle veicolate dalla Procura: tutto il resto “rischiano di essere informazioni sbagliate e che danneggerebbero, forse in modo irreparabile, le indagini”.
Polizia e carabinieri sono entrati nell’abitazione dei genitori di Loris. Tra loro il capo della squadra mobile Nino Ciavola e il capitano dei carabinieri Domenico Spadaro. Secondo quanto si è appreso sarebbe in corso una perquisizione autorizzata dalla procura di Ragusa. Anche la polizia scientifica è arrivata nella casa dei genitori di Loris per compiere una perquisizione. Secondo quanto si è appreso l’atto, disposto dalla procura di Ragusa, serve a riscontrare alcune incongruenze che sarebbero emerse nelle dichiarazioni della madre. Veronica Panarello non è al momento iscritta nel registro degli indagati.
Sono oltre 10 gli impianti di videosorveglianza presenti tra casa Stival e la scuola di Loris. Le riprese sono adesso uno dei filoni più importanti delle indagini. Purtroppo due telecamere, posizionate proprio nei pressi dell’ingresso dell’istituto, non sarebbero funzionanti. Sarebbero andate fuori uso circa un mese fa a causa di un temporale violento.
La mamma del bambino ieri sera è stata ascoltata in questura come persona informata sui fatti.
Il cacciatore in piazza, il Paese lo saluta – Orazio Fidone, il cacciatore che ha trovato il corpo di Loris, questa mattina si è recato in piazza a Santa Croce di Camerina ricevendo pacche sulle spalle e abbracci da diversi conoscenti. L’uomo è indagato, come atto dovuto, nell’inchiesta per sequestro di persona e rapimento. Fidone ha preso il caffè in un bar, ha salutato diversi amici ma non ha voluto parlare con la stampa e ha invitato cineoperatori e fotografi ad allontanarsi. Il ‘cacciatore’ è entrato poi nella chiesa di San Giovanni Battista prima di tornare a casa.
“Sì, ho un alibi, ed è anche facilmente verificabile: sabato mattina non ero a Santa Croce Camerina”: a dirlo è il cacciatore Orazio Fidone.
Nel frattempo un gruppo di carabinieri del Ros, specializzato su crimini violenti, è arrivato nel paese del Ragusano per dare un contributo alla task force che lavora alle indagini. Sono gli stessi carabinieri che si sono occupati di crimini come il caso di Yara Gambirasio, l’attentato alla scuola di Brindisi, l’omicidio dei coniugi Burgato di Lignano Sabbiadoro e di Roberta Ragusa. (Fonte ansa.it)

