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Giudice di pace di Mussomeli, c’è da pagare per mantenerlo e i Comuni si tirano indietro

Redazione

Giudice di pace di Mussomeli, c’è da pagare per mantenerlo e i Comuni si tirano indietro

Ven, 05/12/2014 - 10:10

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Giudice di PaceMUSSOMELI – Quando bisognava prendere degli impegni, garantire le adesioni, annunciare le promesse, i Comuni del circondario non si era tirati indietro; adesso che invece quegli impegni devono essere formalizzati, le adesioni ratificate e le promesse mantenute, ecco che tutti i sindaci si rimangiano quanto detto. Ora, soprattutto, che bisogna mettere mano al portafogli, gli amministratori non possono più rispettare i patti. L’ufficio del Giudice di pace, che dal primo gennaio si sarebbe dovuto salvare grazie appunto al “salvagente” dei Comuni, rischia nuovamente la propria sorte. Secondo gli accordi presi tra il Comune di Mussomeli e le amministrazioni degli altri paesini, la “capitale del Vallone” avrebbe dovuto mettere a disposizione i locali per la nuova sede degli uffici giudiziari oltre che il personale. Un costo annuo per l’ente di circa 90 mila euro, metà dei quali sarebbero stati ammortizzati da una quota di partecipazione, di circa 8 mila euro ciascuna, di ogni singolo Comune. Ma le Amministrazioni, in questo magrissimo fine d’anno, devono fare i conti con pesanti deficit o addirittura con Bilanci nemmeno approvati. Il patto rischia perciò di saltare, e il sindaco Salvatore Calà non può fare altro che allargare le braccia e annunciare sconsolato che il mantenimento del Giudice di pace ha perso ogni granitica certezza. “Il mantenimento dell’ufficio- spiega il primo cittadino- è stato possibile grazie ad un provvedimento ad hoc del Ministero della Giustizia che faceva fede delle 8 delibere, di rispettivi Comuni, di manifesta intenzione di mantenimento della struttura. Delibere attraverso cui ogni Comune si impegnava a farsi carico delle spese. Intanto abbiamo liberato i locali del Palacultura San Domenico dove trasferire gli uffici e formato il personale. Nel momento in cui, in prospettiva di alcune spese da sostenere per le opere di adeguamento, abbiamo chiesto ai sindaci di confermare gli impegni assunti, è però emersa la difficoltà dei Comuni di potere garantire quell’impegno. Capisco le difficoltà dei miei colleghi, per questo non voglio criticarli, ma Mussomeli non può sobbarcarsi tutte le spese. Di questo problema ne ho fatto menzione in una lettera inviata al Ministero”. Ma Calà teme anche per le sorti di altri uffici, mantenuti (sulla carte) sulla base dello stesso patto. “Ora si apre un analogo problema per altre strutture, come l’Agenzia delle Entrate ed il Centro per l’impiego. Purtroppo quando si fanno i tagli si carica sui Comuni, che è l’anello debole; l’ente che da un lato deve garantire i servizi dall’altro è costretta ad aumentare le tasse”.

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