L’articolazione di cosa nostra nissena rimane invariata. Nella parte settentrionale della provincia si rilevano i mandamenti di MUSSOMELI95 e di VALLELUNGA PRATAMENO sotto l’influenza dei MADONIA. Sul versante meridionale si registrano quelli di RIESI e GELA. Nell’ambito di quest’ultimo oltre alla famiglia di NISCEMI operano le locali famiglie di cosa nostra degli EMMANUELLO e dei RINZIVILLO.
Anche la stidda continua a conservare una forte influenza nei territori di Gela e Niscemi confermando un tacito accordo con le famiglie RINZIVILLO ed EMMANUELLO. L’analisi delle attività giudiziarie concluse nel semestre conferma la tendenza della criminalità mafiosa nissena ad infiltrarsi nel tessuto socio-economico. L’obiettivo è quello di acquisire i settori produttivi che gestiscono i principali flussi di denaro attraverso l’aggiudicazione di appalti pubblici e privati, subappalti, forniture e servizi, o comunque trarre da essi profitti illeciti da reimpiegare attraverso il ricorso a prestanome in canali legali.

Nel corso degli anni alcuni sodalizi sarebbero divenuti organizzazioni strutturate in grado di fare “business” anche proiettandosi nei territori del nord Italia101 inserendosi in quel tessuto economico-imprenditoriale. L’esigenza di reperire fonti di finanziamento necessarie al mantenimento degli affiliati in carcere e delle rispettive famiglie porta a far sì che la criminalità mafiosa nissena cerchi di ingerirsi nelle amministrazioni locali al fine di accaparrarsi appalti pubblici ovvero di inquinare i settori produttivi anche attraverso il “condizionamento” di funzionari pubblici, così come quello fiorente dell’economia agricola agevolando imprese vicine ai clan.
È in tale contesto che si realizzerebbe quello scambio di favori e utilità fra mafiosi, esponenti delle istituzioni, pubblici amministratori e imprenditori che costituisce la vera forza delle organizzazioni criminali di tipo mafioso come dimostrato dal commissariamento del Comune di San Cataldo. Il traffico di stupefacenti rappresenta un’attività diffusa in tutta la provincia, così come dimostrato dalle principali operazioni di polizia concluse nel semestre nelle quali emerge come le varie piazze di spaccio nissene vengano rifornite da palermitani e catanesi.
Al riguardo il 17 febbraio 2021 i Carabinieri hanno dato esecuzione all’operazione convenzionalmente denominata “River” nei confronti di un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti che si avvaleva di canali di approvvigionamento catanesi per il successivo smistamento a Caltanissetta. Sempre nell’ambito dello spaccio di stupefacenti, il 25 maggio 2021 la Polizia di Stato in seguito all’operazione “Notti bianche” ha eseguito 7 misure di custodia cautelare in carcere. Contestualmente i Carabinieri davano esecuzione all’operazione “Mola” a carico di 4 soggetti responsabili di traffico di stupefacenti.
Il 29 giugno 2021 la Polizia di Stato ha condotto un’operazione denominata “la Bella Vita” che ha consentito di smantellare un’associazione di tipo mafioso108 dedita al traffico di sostanze stupefacenti e alle estorsioni. Dalle indagini è emersa “ una capillare attività di estorsione posta in essere nei confronti degli imprenditori nisseni” finalizzata “a rimarcare la smisurata crescita in termini squisitamente mafiosi … la volontà dello stesso di inserirsi nei lucrosi settori della compravendita immobiliare, dei lavori di edilizia, dopo essersi già inserito in quello della vendita di autovetture, così da assicurarsi canali di investimento per il riciclaggio dei proventi delle attività illecite ed ottenere così guadagni in nero da destinare anche al mantenimento delle famiglie dei detenuti appartenenti a cosa nostra nissena”.
Anche nel semestre in esame si conferma la costante vitalità e una progressiva affermazione della criminalità di matrice nigeriana che starebbe acquisendo uno spazio operativo progressivamente sempre più ampio soprattutto nel campo degli stupefacenti. Il 10 giugno 2021 nell’ambito dell’operazione “Ika Rima” .
Carabinieri hanno disvelato l’esistenza di un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L’organizzazione stabile a Caltanissetta risultava rifornirsi di droga da Napoli, Palermo e Catania. L’indagine ha appurato la presenza e l’attività sul territorio nisseno di una consorteria denominata “Ika Rima” (dalla quale l’indagine prende il nome) vera e propria articolazione criminale della confraternita nigeriana di natura cultista degli “EIYE” ove ritualità, mutuo soccorso ed esercizio corale di azioni delittuose si mescolano “…costituendo la matrice genetica di un apparato plurisoggettivo organizzato, che affida la propria sopravvivenza alla capacità di pronta attivazione di meccanismi surrogatori, volti a vanificare immediatamente ogni forma di resecazione, ope iudicis, dell’organigramma, mediante una tempestiva redistribuzione dei compiti interni tra numerosi aderenti”.
Nel corso dell’attività investigativa risultano rilevanti “le comunicazioni tra sodali e familiari residenti in Nigeria” che “…rivelano, inoltre, come la presenza degli indagati nel territorio nazionale costituisca non già l’effetto di un flusso migratorio per ragioni di emarginazione economica nello scacchiere intercontinentale, con la prospettiva di una integrazione socio-economico culturale nel Paese ospite, ma l’esecuzione di un preciso progetto di esportazione, in Italia, di un modello criminale, che si affianca ai prototipi criminali autoctoni, con i quali non pare entrare in collisione e che ha come unico fine la conquista di fette del mercato italiano illecito della droga”.
L’attività estorsiva continua a rappresentare uno dei principali interessi criminali delle cosche nissene accompagnata anche da una propensione ad azioni violente testimoniata dall’elevato numero dei danneggiamenti113 in particolare quelli a mezzo incendio, verosimilmente riconducibili ad intimidazioni. Per quanto attiene al contrasto ai patrimoni mafiosi l’attività condotta dalla DIA di Caltanissetta ha portato il 28 gennaio 2021 alla confisca di un patrimonio che ha riguardato 187 beni immobili 115 siti nei territori di Caltanissetta e Gangi (PA) per un valore complessivo di 12 milioni di euro.
Il provvedimento ablatorio è stato eseguito nei confronti di un imprenditore originario di Gangi (PA) ma residente a Caltanissetta ritenuto interlocutore privilegiato di personaggi di spicco di cosa nostra operanti nelle province di Caltanissetta, Palermo e Trapani “… tenuto conto della natura continuativa del vincolo che lo aveva legato all’illecito sodalizio mafioso, della forte contiguità fra il medesimo prevenuto e il contesto mafioso di riferimento”.
Il 16 febbraio 2021 sempre la DIA ha dato esecuzione al sequestro di beni immobili e conti bancari117 per un valore di circa 68 milioni di euro, nei confronti di 3 imprenditori gelesi legati da vincolo di parentela e appartenenti alla stessa famiglia. I proposti già indagati per concorso esterno in associazione mafiosa sono stati ritenuti vicini a famiglie mafiose, tra le quali i RINZIVILLO di Gela. Tale vicinanza ha consentito negli anni la costituzione di società, in una sorta di “opportunismo affaristico”, per mezzo del quale i proposti hanno ritenuto conveniente non solo legarsi a personaggi di elevata caratura criminale ma addirittura sottomettersi al volere degli stessi nella gestione delle attività economiche formalmente intestate a prestanome.
In relazione al profilo criminale appare emblematica l’illustrazione che fa di tali soggetti l’A.G. di Caltanissetta per il reato di concorso in associazione mafiosa: “… pur non essendo stabilmente inseriti nel sodalizio mafioso denominato “Cosa Nostra” operante in Catania, Gela, Vittoria e territori limitrofi, concorrevano nell’associazione mafiosa suddetta contribuendo sistematicamente e consapevolmente alle attività ed al raggiungimento degli scopi di tale organizzazione mafiosa, e segnatamente della famiglia mafiosa di Gela (Rinzivillo ed Emmanuello), per quanto attiene i territori di Gela e Vittoria, e della cosca mafiosa dei Mazzei, detti “Carcagnusi”, per quanto attiene il territorio di Catania, garantendo un sistematico e non occasionale inserimento della suddetta organizzazione mafiosa nel settore economico produttivo, consentendole il reimpiego di illeciti capitali mediante società riconducibili ad essi indagati, fornendo supporto economico, logistico e di mezzi alla suddetta organizzazione mafiosa, in modo tale da determinare un significativo incremento del potere di infiltrazione e da fornire un indispensabile apporto anche economico al mantenimento ed al rafforzamento dell’associazione mafiosa. (…)”.
Il 16 marzo 2021 la Polizia di Stato ha proceduto alla confisca di beni per mezzo milione di euro riconducibili ad un esponente di rilievo dell’organizzazione mafiosa di Gela riconducibile al gruppo ALFERI . Il 18 marzo 2021 la DIA di Caltanissetta ha eseguito ad un decreto di confisca a carico di un commercialista e consulente fiscale originario di Gela ma residente in provincia di Enna.
I suoi precedenti penali e di polizia pur non risultando lo stesso inserito formalmente in alcuna associazione criminale organizzata ancorché spesso in rapporto di frequentazione con soggetti legati alla criminalità comune lo hanno inquadrato sulla scorta delle proprie conoscenze del settore tributario quale artefice di condotte criminali finalizzate alla commissione di gravi illeciti fiscali. La confisca il cui valore complessivo è di circa 4 milioni euro ha interessato una lussuosa struttura Agro-venatoria sita nel Comune di Piazza Armerina costituita da una riserva di caccia di 30 ettari, un salone ristorante e 7 residence costituiti da caseggiati prestigiosamente ristrutturati risalenti all’800, nonché 74 beni immobili (fabbricati e terreni), quote societarie in due società di Gela, autoveicoli e rapporti bancari.
Infine la DIA nel semestre in esame ha partecipato ai lavori del Gruppo Interforze istituito presso la prefettura di Caltanissetta per valutare la documentazione di imprese che hanno richiesto l’iscrizione alla c.d. “white list” o alla partecipazione delle gare pubbliche di appalto. L’esame della documentazione ha permesso di emettere alcuni provvedimenti interdittivi antimafia.

