Caltanissetta dista da Palermo circa 120 Km ma il tempo di percorrenza di questa tratta è relativo e si espande a seconda dell’imprevisto che, purtroppo ormai abitualmente, avviene quasi sempre.
Questa volta a subire i disservizi di Trenitalia sono stati i passeggeri che da Palermo dovevano rientrare a Caltanissetta con il treno regionale che sarebbe dovuto partire alle 15.31 da Palermo Centrale per raggiungere Caltanissetta Xirbi alle 17.00 e, dopo il cambio della carrozza, alle 17.10 partendo da Xirbi avrebbe raggiunto la Stazione Centrale di Caltanissetta alle 17.19.
Tutto “in teoria” perché, nella realtà la situazione è stata ben diversa.
Dal racconto dei passeggeri, che sono arrivati sfiniti e molto delusi dal trattamento ricevuto, il primo contrattempo si è presentato alla stazione centrale di Palermo che, attraverso gli avvisi vocali, sono stati informati che “la corsa per Catania che passa da Caltanissetta Xirbi era stata sostituita dall’autobus che già aspettava i passeggeri fuori dalla stazione”.
La scena che hanno trovato all’esterno, però, era al limite del paradossale.
“Un dipendente di Trenitalia, accanto al bus sostitutivo, urlava furiosamente – ha raccontato una passeggera -. A quanto abbiamo compreso due autisti degli autobus hanno litigato e si sono presi a pugni. Uno dei due si era ferito e, dunque, non era in condizioni di guidare il mezzo”.
Dopo circa mezz’ora di attesa per capire come riorganizzare la corsa i referenti di Trenitalia hanno invitato i passeggeri a salire in un autobus che, originariamente, doveva andare ad Agrigento ma era stato riconvertito.
“Tutto sembrava essersi risolto per il meglio ma questa speranza è durata solo 10 minuti perché, come ci hanno spiegato, non era stato autorizzato il cambio della tratta e, dunque, a cambiare dovevamo essere nuovamente noi passeggeri. Nell’attesa, sempre armati di borse e bagagli che avevamo predisposto per il viaggio, abbiamo visto arrivare una volante della Polizia e un’ambulanza. Abbiamo capito che riguardava ancora la scazzottata tra i due autisti che, dopo essere stati soccorsi, sono stati accompagnati al pronto soccorso”.
Tutta questa vicenda è stata seguita con molta attenzione dai passeggeri esodati che, dopo un’altra mezz’ora, erano ancora fermi sul marciapiede a capire “come” e “se” sarebbero arrivati a destinazione.
Alle 16.30 tutto sembrava risolto e, trovato il nuovo mezzo, i passeggeri hanno lasciato la stazione centrale di Palermo e si sono messi in viaggio. L’autista, però, appariva un po’ confuso sulla destinazione da raggiungere e le soste intermedie e, dunque, un passeggero ha chiamato la stazione centrale di Palermo per avere chiarimenti. Le indicazioni, però, sono apparse chiare e rassicuranti “a Caltanissetta Xirbi avrebbero trovato la coincidenza per Caltanissetta Centrale e il mezzo li avrebbe aspettati”.
Alle 18.04, alla stazione di Xirbi, è arrivata la nuova sorpresa: “la coincidenza che ci aspettava non è mai esistita e il prossimo treno per Caltanissetta Centrale sarebbe passato alle 19.10. A quel punto eravamo esasperati e qualche passeggero ha chiamato i Carabinieri per sporgere denuncia per il disservizio di Trenitalia ma i militari hanno risposto che non poteva essere presentata di presenza e che dovevamo andare lì fisicamente. Peccato che noi eravamo ancora fermi a Xirbi”.
Nel frattempo il Capostazione, da Xirbi ha cercato di risolvere la questione e la soluzione migliore che ha potuto garantire è stata quella di chiedere di far fermare un treno che da Catania andava a Caltanissetta facendo sosta alle 18.30 circa. Un orario, anche questa volta orientativo dato che il treno aveva già accumulato qualche minuto di ritardo.
Per chi, invece, doveva proseguire per Catania la vicenda era ancora lunga. Raggiunta Caltanissetta Centrale non avrebbero potuto prendere un treno perché quello previsto in origine era stato soppresso e, dunque, ancora una volta avrebbero dovuto prendere un autobus per arrivare, finalmente, a destinazione.
“E’ inaccettabile far vivere ai pendolari situazioni come questa – hanno concluso i passeggeri – Abbiamo il diritto di avere dei mezzi di trasporto pubblici efficienti e non vivere tra litigi, corse soppresse e viaggi dalla durata indefinita”.

