SAN CATALDO. Lo scorso 16 gennaio, all’età di 99 anni, se n’è andato Antonio Malecore, uno degli ultimi grandi maestri della cartapesta leccese. Nella sua bottega, per decenni, hanno preso forma “creature” artistiche bellissime, raffinate ed eleganti ma allo stesso tempo fortemente legate alle radici del territorio.
E non è soltanto la comunità salentina a piangerlo. L’Associazione Culturale Giuseppe Amico Medico, ha voluto ricordare quanto la città di San Cataldo sia indissolubilmente a Lui legata.
La Chiesa di Maria SS. della Catena, è impreziosita da un toccante simulacro del Cristo Morto e da una splendida Addolorata, entrambi commissionati, nel 1922, alla bottega artigiana Malecore dal rettore del tempo il canonico don Salvatore Lunetta, ma ciò̀ che lega, per sempre, l’Associazione e la città di San Cataldo tutta, all’immortale arte dei Malecore è, certamente, la realizzazione e il successivo restauro dei Gruppi Sacri sancataldesi, quei “Misteri” che ancora oggi, dopo un secolo, continuano a sfilare in processione nella mattinata del Venerdì Santo suscitando stupore, ammirazione, meraviglia.
Come riscontrabile anche nelle Vare sancataldesi, costruite negli anni venti del secolo scorso, un sobrio misticismo caratterizzava le sue opere sacre, proprio in questo campo egli si era specializzato, plasmando dalla materia prima ritratti di personaggi densi di pathos e sofferenza e con la stessa intensità è rappresentato lo sguardo in estasi dei santi, il loro anelito verso un mondo di purezza ascetica, mentre delicatezza e dolcezza mostrano le sue Madonne.
L’Associazione che ha l’onere e l’onore di custodire da oltre quarant’anni, le preziose opere in cartapesta dei Malecore, è ben consapevole che con la scomparsa di Antonio si chiude un’epoca. Ma avendo scritto una delle più importanti pagine della tradizionale arte della cartapesta sarà sua cura non disperderne la memoria.

