Vogliamo un governo politico ma non a tutti i costi – ha detto il leader di Italia Viva al termine del colloquio con il presidente della Camera Roberto Fico – . Il mes vuol dire 36 miliardi, noi siamo convinti che questi soldi servano, se il M5s è contrario cercheremo di capire le ragioni e di affrontare tutti i punti in discussione, non solo mes, se siamo disponibili a trovare soluzioni sul mes lo siano anche gli altri. La Costituzione parla di disciplina e onore, oggi è comparsa un’altra parola, la lealtà: per noi la lealtà è dire nelle riunioni private quello che si dice in pubblico. Noi lo siamo, noi da mesi chiediamo di parlare di contenuti. Siamo pronti a lavorare con disciplina, onore e lealtà. Non è un crisi che nasce dalle antipatie, ma dalle risposte ai cittadini. Siamo disposti a fare la nostra parte su un documento scritto. Non servono riunioni notturne fino all’alba o emendamenti di notte, ma un metodo condiviso e un documento scritto. Non servono interventi stravaganti sui vaccini, non servono “primule”, come non servivano i banchi a rotelle. Serve un investimento sanitario all’altezza. Per noi e’ importante non spendere male i soldi del Recovery Fund e siamo disponibili a fare tutti gli sforzi per arrivare a un punto di caduta nell’interesse degli italiani e non dei partiti che hanno visto emergere i contrasti”. I soldi del Recovery “richiedono una chiarezza di intenti sulle riforme necessarie. Non è un problema di quale ministero dare a Iv, quello che è fondamentale oggi è come spendere questi soldi: nei posti di lavoro, non in sussidi. Nella ricerca, non nel day by day. Faccio l’esempio del cashback. Per noi serve molto più un investimento sulla digitalizzazione vera. Questo è pensare alla prossima generazione”. “Sono ripetitivo, ho sempre detto che i nomi arrivano dopo. Il dibattito è sui contenuti ed è il metodo che giustamente sta portando avanti il presidente Fico. Non abbiamo discusso di nomi, sono importanti ma arrivano alla fine“. “Noi siamo per un documento scritto e condividiamo l’idea di un crono-programma dove è chiaro chi fa cosa e in quali tempi”.”Ci sono molti elementi divisivi: il mes, le infrastutture, le scuole. Su tutti questi temi ci sono opinioni diverse. Nessuno può pretendere di imporre agli altri le proprie idee, siamo disponibili a discutere. Serve una comune energia per risolvere i problemi”. “Io penso che sia molto più serio prendere un impegno di fronte agli italiani, dicendo si fa questo e questo, che non fare riunioni notturne per prendere accordi poco chiari. Serve uno strumento di chiarezza: Verba volant, scripta manent”.
PATTO DI LEGISLATURA E APPELLO ALLA LEALTA’, LE PAROLE DI ZINGARETTI – “Questo obiettivo di costruire un programma di legislatura deve essere in assoluta sintonia con la voglia degli italiani di guardare al futuro con fiducia. Quello che dobbiamo far prevalere è il bene comune del Paese e, in questo momento, ciò coincide con la necessità di avere un governo e un programma di fine legislatura – ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, dopo le consultazioni con il presidente della Camera, Roberto Fico – . Il Pd è impegnato con grande determinazione alla scrittura di un programma di fine legislatura sostenendo Conte nel mandato, partendo dalle forze che hanno votato l’ultima fiducia per un lavoro collegiale”. “Chiediamo a tutte le forze politiche di stare in questo confronto con volontà e spirito costruttivo, indispensabili per ottenere i risultati”. C’è la “necessità di fare in fretta e dare certezza e sicurezza al Paese. Pensiamo che sia possibile farlo, ci sono le condizioni per farlo e il Pd farà di tutto per raggiungere questo obiettivo”. “Noi vediamo l’occasione del patto di legislatura come un’occasione non per tornare all’Italia pre-pandemia ma per ricostruire questo Paese. Noi faremo di tutto per essere leali e coerenti con questo obiettivo, ci permettiamo di fare un appello affinché tutti lo siano perché a questo punto non si può davvero sbagliare”. Nicola Zingaretti al termine del colloqui con il presidente Roberto Fico ha indicato le riforme che il Pd propone agli alleati per il programma di fine legislatura. “Chiusura e attuazione dello Sure e del Recovery Plan”; “la riforma fiscale all’insegna della selettività e della semplificazione”; “la riforma della giustizia che coniughi garanzie costituzionali e tempi del processo”; “pacchetto di riforme istituzionali di stampo proporzionale su cui già c’era stata ampia convergenza”; “le necessarie riforme legate alle politiche attive del lavoro”; le “riforme sociali”, dalla “ricostruzione di un modello sanitario”, alla scuola, la ricerca e l’università”; e “infine il tema del commercio del turismo e del terziario, settori duramente colpiti dalla pandemia”.
CONTE, MES E APERTURA A IV, LE PAROLE DI CRIMI – “Abbiamo posto l’esigenza che si lavori a un cronoprogramma dettagliato in temi e tempi – ha detto il capo politico del M5s, Vito Crimi – che dia comunicazione certa del lavoro che il governo dovrà fare, e che dovrà essere solennemente sottoscritto da tutte le forze che parteciperanno al governo. Abbiamo ribadito che la scelta di Conte come guida del governo è indiscutibile e frutto sintesi e di equilibrio tra le forze di maggioranza. E su quella che ancora si può costruire un grande lavoro. È necessario dare una risposta in tempi rapidi, efficace e determinata. Sul tema dei ristori e del sostegno alle imprese deve esserci un netto lavoro di prosecuzione e miglioramento del percorso già fatto. Su questo siamo disposti a lavorare. Abbiamo chiesto che siano accantonati alcune temi, strumentali e divisi, penso al Mes” e “prendere atto che non c’è una maggioranza” che lo appoggia e quindi che “venga tolto dall’agenda e ci si concentri sulle questioni che hanno un sentire comune e siano più importanti”. “Siamo pronti ad affrontare questa sfida con tutte le forze che hanno composto la maggioranza questo anno e mezzo per dare al Paese un governo nel più breve tempo possibile, che è quello di cui abbiamo bisogno”. “Ci immaginiamo altri incontri anche con altre forze politiche. Ci sono da portare a termine le riforme istituzionali, la cornice attorno al taglio dei parlamentari, che dovevano essere realizzate a che hanno avuto uno stop”.
Il segretario dem, Nicola Zingaretti, ha detto che “il Pd ribadisce di indicare Conte come la sola personalità capace di raccogliere i consensi necessari. Egli ha ottenuto già la fiducia piena alla Camera dei deputati e un sostegno amplissimo al Senato. Ha lavorato con noi ed è in grado di garantire equilibrio e una immediata ripartenza”. “Occorre sviluppare in queste ore quel confronto programmatico richiesto da tutti – ha aggiunto – e che noi ci auguriamo sia franco, approfondito e privo di strumentalità e di confusi diversivi e obiettivi politici. Mantenere la dignità della politica è un tutt’uno con la ricostruzione di un governo ampio fondato su un programma vincolante e strategico”. Poi su Fico: ‘È stato dato al presidente della camera Fico un mandato esplorativo. Lo aiuteremo a svolgere il suo lavoro con convinzione e responsabilità”. Per Zingaretti: “C’è una distanza ormai quasi insopportabile tra il sentimento degli italiani e le loro preoccupazioni quotidiane e un dibattito politico ai più incomprensibile, chiuso in se stesso, in alcuni casi mosso da soli interessi personali o di partito”. La delegazione del Pd che incontrerà il presidente Fico è composta dal segretario Nicola Zingaretti, dal vice segretario Andrea Orlando, dai capigruppo di Camera e Senato, Graziano Delrio e Andrea Marcucci e dalla presidente del partito Valentina Cuppi.

