CALTANISSETTA – Si è concluso il braccio di ferro tra i lavoratori nisseni, 45, dell’Averna ed il gruppo Campari. Nella sede milanese di Assolombarda una folta delegazione di sindacalisti, Alfredo Fiaccabrino e Filippo Bartolotta (Fai Cisl), Giuseppe Pardo e Manuel Bonaffini (Cgil), Enzo Savarino (Uil), Domenico D’Agostino (Ugl), ha siglato l’accordo con i dirigenti di Campari Massimo Pergolini e Marisa Di Sanza, Antonio Arancio del Gruppo Averna, Alessandro Glisenti di Assolombarda e Donata Guerzoni di Confindustria Modena.
I termini dell’accordo: nello stabilimento del capoluogo nisseno di via Xiboli resteranno i tre addetti alla preparazione dell’infuso. Dei 45 dipendenti di Averna, 2 avevano un contratto a tempo determinato e un terzo era in apprendistato. Così ne restano 42 e 12 dei quali saranno assorbiti nei vari stabilimenti del Gruppo Campari sparsi in Italia tra Crodo, Canale d’Alba e Novi Ligure – in tutto transiteranno 6 dipendenti – e altri 6 impiegati saranno destinati nelle sedi di Sesto San Giovanni e Finale Emilia.
Tra i rimanenti 27 impiegati, soltanto due di loro andranno in pensione nel periodo previsto dalla mobilità beneficiando degli ammortizzatori sociali. Niente da fare per le altre 25 persone, anche se i manager di Campari hanno sottoscritto l’accordo di prevedere degli incentivi in quanto hanno accettato l’esodo volontario. Insomma, si tratterrà di benefit che consentirà ai lavoratori esclusi dal ciclo produttivo di ottenere una buonuscita che varierà sulla base dell’anzianità di servizio e della composizione del nucleo familiare. Si parla comunque di somme che non supereranno il tetto dei 50mila euro.

