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Delia, Bancheri interviene sulle affermazioni di Crocetta: “Eletti dalle cosche? Io credo nelle istituzioni, no alla delegittimazione”

Redazione

Delia, Bancheri interviene sulle affermazioni di Crocetta: “Eletti dalle cosche? Io credo nelle istituzioni, no alla delegittimazione”

Mar, 04/11/2014 - 22:20

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BancheriDELIA – Il sindaco Gianfilippo Bancheri interviene sul dibattito che si aperto in questi giorni in seguito al lancio dell’Ansa che ha diffuso alcune affermazioni del presidente della Regione Rosario Crocetta fatte nel consiglio comunale aperto di Castelvetrano, dove si è discusso il tema “Quali iniziative per la legalità e la lotta alla mafia”.
Di seguito il testo del sindaco Bancheri: “In questi giorni abbiamo appreso la notizia lanciata dall’Ansa che “Anche nel parlamento regionale vi sono eletti dalle cosche e non c’è consiglio comunale in Sicilia che non abbia un eletto dalla mafia”. Le affermazioni sono state attribuite al presidente della regione Rosario Crocetta che le ha pronunciate il 31 ottobre scorso a Castelvetrano, durante il consiglio comunale aperto, che ha discusso il tema “Quali iniziative per la legalità e la lotta alla mafia”. Le parole di Crocetta, definite pesanti e di una “gravità inaudita” dal presidente della Commissione antimafia della Regione siciliana, Nello Musumeci, con le quali concordo pienamente, hanno scatenato com’era facile prevedere un baillame di commenti che non si placherà subito. Sono parole dure e inquietanti. Che possono aver destato preoccupazione nei cittadini. Sono parole che hanno colpito, immagino, come un pugno in faccia, tanti uomini delle istituzioni già arrovellati dai tanti, fin troppi, problemi quotidiani che chi gestisce la “cosa pubblica” deve ogni giorno affrontare e risolvere. Ma tant’è. Le parole sono state dette. La domanda è: chi sono questi “eletti dalla mafia” che si annidano nei consigli comunali della Sicilia? In molti se la stanno ponendo. Posso capire. Io però non me la farò questa domanda. Per tre motivi. Primo perché credo nelle istituzioni democratiche. E chi crede nelle istituzioni non può giocare a delegittimarle e a distruggerle. Chi sa invece parli. Chi conosce dica, informi, denunci. Si faccia avanti e faccia nomi e cognomi. Abbia il coraggio civile di farlo. Le istituzioni saranno pronte ad ascoltarlo. Secondo, le istituzioni democratiche sono forti quando si nutrono e generano fiducia e non quando cercano di creare paura e sfiducia. Io ho il dovere invece di alimentare fiducia e ho bisogno di credere che nel consiglio comunale del comune che amministro non ci siano mafiosi ma persone oneste, impegnate e dignitose, elette democraticamente dal popolo sovrano e al servizio della comunità. Continuerò a crederci fino a prova contraria. Terzo motivo. Sono già abbastanza impegnato con i tanti problemi quotidiani che il mio mandato di sindaco mi pongono quotidianamente. Le mie preoccupazioni sono solo quelle di far quadrare i conti e assicurare i servizi ai cittadini. Le uniche domande che in questo momento posso pensare di fare sono quindi altre. Perché non arrivano ancora i trasferimenti regionali ai Comuni? Come faremo ad assicurare i servizi alla gente e per quanto tempo ancora? Quando verrà definitivamente risolta la problematica dei precari? Quale futuro per i piccoli comuni? Mi permetto di suggerire al Presidente Crocetta di porsele anche lui queste domande, dando finalmente delle risposte concrete ai tanti sindaci della Sicilia, ai presidenti dei consigli, ai consiglieri comunali, che cercano con enormi sacrifici e con tanta passione civile di mandare avanti il carro amministrativo, assicurando i servizi e salvaguardando democrazia e legalità nei territori. La prego quindi, signor Presidente, di non distrarci più con generiche questioni che possono apparire inopportune e che possono confondere la gente comune, la quale in questo momento, come Lei sa, ha ben altro di più importante a cui pensare. I giorni che ci aspettano sembrano difficili. Difficili anche perchè, si è perso il senso della misura. Un attenggiamento che bisogna invece recuperare al più presto. Un valore da apprezzare e che ci fa dialogare con parole di stima e mai sconvenienti. Un valore che non cerca di dividere ma al contrario ci unisce. Oggi più che mai abbiamo bisogno tutti di un maggiore senso della misura in quello che facciamo e soprattutto in quello che diciamo”.

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