ROMA – È partita oggi Triton, l’operazione sotto l’egida Ue per il pattugliamento del canale di Sicilia e del tratto di mare davanti alla Calabria: nella zona sono già operativi due aerei – uno di Malta e uno italiano – una nave della Marina Militare e una motovedetta della Gdf. Il dispositivo completo messo a disposizione da Frontex sarà schierato nei prossimi giorni, quando i mezzi provenienti dagli altri paesi Ue avranno raggiunto le due basi operative di Porto Empedocle e Lampedusa.
L’operazione sotto l’egida di Frontex, l’agenzia Ue per il controllo delle frontiere esterne, per gestire i flussi migratori nel mar Mediterraneo centrale. All’operazione partecipano 21 Paesi europei, che contribuiscono con risorse umane e materiali. In particolare nei primi due mesi di attività prendono parte a Triton 65 ufficiali ‘ospiti’ e sono in funzione 4 aerei, un elicottero e 7 navi, per un budget mensile di 2,9 milioni di euro.
E se anche l’operazione Mare Nostrum verrà terminata, l’Italia “sarà comunque obbligata a soccorrere eventuali navi di migranti che dovessero trovarsi in difficoltà fuori dalle sue acque territoriali”. Le fonti della Commissione spiegano che il monitoraggio delle frontiere spetta ai Paesi membri della Ue e l’Italia “dovrà sorvegliare i propri confini ed eventualmente soccorrere persone in difficoltà”.

