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Trapani, siglato protocollo di legalità con la Confindustria provinciale. Montante: “A noi che denunciamo serve una pacca sulla spalla”

Redazione

Trapani, siglato protocollo di legalità con la Confindustria provinciale. Montante: “A noi che denunciamo serve una pacca sulla spalla”

Mer, 29/10/2014 - 00:21

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IMG_1586-e1414514923757TRAPANI – “A noi imprenditori che abbiamo scelto la via della legalità, serve la pacca sulla spalla”. Antonello Montante, presidente di Confindustria Sicilia, si esprime così in un affollato salone della Prefettura di Trapani, dove stamane è stato siglato un protocollo di legalità con l’Associazione trapanese degli industriali. L’obiettivo è di promuovere una “stretta collaborazione tra imprese e pubbliche autorità, per rendere efficaci i controlli e il monitoraggio, assicurando adeguati strumenti di prevenzione, in materia di appalti per lavori, servizi e forniture, al fine di contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia”. Con il protocollo Prefettura e Confindustria, nelle more dell’attivazione della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, concordano “sulla necessità di assicurare il tempestivo rilascio della documentazione antimafia alle imprese che aderiscono al Protocollo”.

“Quest’accordo avvicina le imprese alle istituzioni, per molto tempo lontani”, dice il presidente di Condindustria Trapani, Gregory Bongiorno, il quale rimarca che “storicamente, in questo territorio, la mafia ha condizionato la nostra economia”. Un Protocollo che “nasce da un percorso virtuoso di cambiamento – evidenzia ancora Bongiorno -; una scelta giusta che ha dato dignità al mondo delle imprese”.

Per Tano Grasso, presidente onorario della Federazione antiracket italiana (Fai), “a Trapani, questo protocollo assume una valenza particolare alla luce delle collusioni tra mondo imprenditoriale e mafia. E che a promuoverlo sia il mondo produttivo è davvero significativo”. Ecco perché Gregory Bongiorno parla di “Primavera di Trapani”.

L’accordo siglato oggi a livello locale prende spunto dal Protocollo firmato il 10 maggio 2010 tra il ministero dell’Interno e Confindustria nazionale. I firmatari concordano:  una soglia di valore dei contratti oltre la quale debba essere richiesta l’informativa antimafia. In tal caso, le imprese aderenti forniranno alla Prefettura di Trapani, prima della stipula dei contratti, i dati relativi alle imprese contraenti;  l’obbligo per Confindustria di inviare alla Prefettura per le necessarie verifiche mirate alla trattazione delle richieste di rilascio della documentazione antimafia, l’elenco delle imprese aderenti e dei loro fornitori iscritti o da iscrivere nelle vendors list; l’obbligo di comunicazione di ogni variazione delle informazioni riportate nei certificati camerali; l’obbligo della preventiva approvazione da parte dell’impresa appaltante di tutti i subappalti e, anche successivamente, degli eventuali sub-subappalti; clausole risolutive espresse nel caso in cui, durante l’esecuzione dei contratti, la Prefettura comunichi una informativa  “interdittiva”; l’impegno, per le imprese ad assumere ogni opportuna misura per favorire la denuncia all’autorità giudiziaria o alle forze di polizia  di ogni illecita richiesta di danaro o altra utilità, ovvero illecita offerta di protezione, avanzata nei confronti di propri rappresentanti o dipendenti, garantendo il supporto e l’assistenza anche legale al personale dipendente coinvolto; l’impegno, per le imprese aderenti al presente protocollo, ad effettuare i pagamenti o le transazioni finanziarie pari o superiori a 1.000 euro in modo che ne sia garantita la tracciabilità. (Fonte loraquotidiano.it)

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